Le indagini sulla morte della 69enne puntano su un conoscente di lunga data della vittima: l’uomo le avrebbe chiesto dei soldi, per poi aggredirla.
Milano – C’è una svolta nelle indagini sull’uccisione di Silvana Damato, la 69enne trovata morta l’8 agosto nel suo appartamento di via Bisnati, a Milano. La donna era stata rinvenuta nella vasca da bagno, ancora in vestaglia, con una profonda ferita al collo. Un delitto consumato in pieno giorno, senza segni di effrazione e senza presenze sospette notate dai vicini.
Secondo gli accertamenti tecnici e le verifiche avviate dal legale della famiglia, Walter Felice, l’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando su un uomo che la vittima conosceva da anni. Una persona robusta, che avrebbe bussato alla sua porta per chiedere l’ennesimo aiuto economico. Damato, che da poco aveva incassato il ricavato della vendita di un immobile, in passato gli aveva già prestato piccole somme.
La ricostruzione ipotizzata dai consulenti è netta: la 69enne avrebbe aperto la porta a qualcuno di cui si fidava, lasciandolo entrare mentre era in abbigliamento domestico. Poi, il rifiuto a concedere un nuovo prestito avrebbe innescato la violenza. L’aggressore l’avrebbe colpita al volto, quindi sgozzata con un’arma da taglio e infine immersa nella vasca, dove è stata trovata senza vita.
Gli oltre 200 campionamenti eseguiti nella casa avrebbero fornito elementi coerenti con questa dinamica. Ora la pm Valentina Mondovì dovrà decidere se procedere con l’iscrizione del primo sospettato nel registro degli indagati.