Hantavirus, l’allerta in Italia rallenta ma resta la sorveglianza

I controlli su turisti e marittimi rientrati dal Sudafrica non mostrano tracce del virus. Ancora attivi i protocolli di vigilanza nei porti e negli aeroporti.

L’allerta Hantavirus in Italia sembra rallentare e, almeno per ora, non ci sono segnali di un contagio interno. I test effettuati sui casi considerati più a rischio hanno dato tutti esito negativo, portando il Ministero della Salute a escludere la presenza del virus nei pazienti monitorati tra Lombardia, Sicilia e Calabria. La sorveglianza resta comunque attiva nei punti di ingresso del Paese, ma la prospettiva di un focolaio appare al momento remota.

A Milano si è chiusa con un sospiro di sollievo la ricerca del turista britannico indicato come possibile contatto a rischio dopo un viaggio sulla tratta Sant’Elena–Johannesburg. L’uomo, insieme al compagno di viaggio, era stato trasferito al Sacco per accertamenti e sottoposto a quarantena precauzionale. Gli esami eseguiti ieri hanno escluso l’infezione per entrambi, permettendo di ridimensionare l’allarme scattato in seguito alla segnalazione delle autorità britanniche.

Notizie rassicuranti arrivano anche dal Sud. I campioni inviati allo Spallanzani di Roma hanno confermato la negatività della turista argentina ricoverata a Messina per una polmonite e proveniente da un’area dove il virus è endemico. Stesso esito per il marittimo calabrese di 25 anni che si trovava in isolamento fiduciario dopo essere transitato dall’aeroporto di Johannesburg. Nessuno dei due presenta tracce dell’Hantavirus.

La rete di monitoraggio, però, non si ferma. Rimane sotto osservazione un altro marittimo, questa volta a Torre del Greco, anch’egli passeggero del volo sudafricano. Al momento non manifesta sintomi, ma la procedura di cautela resta attiva. In Veneto, il caso del cittadino sudafricano che aveva fatto scattare un primo allarme si era già concluso con un risultato negativo. Il Ministero continua a mantenere operative le indicazioni rivolte agli uffici sanitari di porti e aeroporti, con l’obiettivo di intercettare tempestivamente eventuali segnali sospetti.

Le autorità sanitarie insistono sul fatto che non ci si trovi di fronte a un’emergenza. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha ricordato che i piani di risposta sono pronti e aggiornati, ma che allo stato attuale non esistono elementi per parlare di rischio pandemico. La linea del Ministero resta quella della trasparenza e della vigilanza, senza alimentare allarmismi: monitorare sì, ma senza trasformare un episodio isolato in una crisi inesistente.