La Procura ipotizza l’omicidio colposo e la vendita di alimenti non genuini. Sotto la lente degli inquirenti le pietanze consumate dalla vittima e dal padre.
Verona – Una vacanza sulle sponde del lago di Garda si è trasformata in tragedia per una famiglia tedesca. La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine in seguito al decesso di un 35enne, avvenuto lo scorso 26 aprile dopo una cena in un ristorante della zona. Il pubblico ministero Carlo Boranga coordina l’inchiesta per accertare se la morte sia stata causata da un’intossicazione alimentare fulminante.
Il cuore dell’indagine si è spostato questa mattina al Policlinico di Borgo Roma, dove è stato conferito l’incarico per l’esame autoptico. La dottoressa Giovanna Del Balzo dovrà ricercare tossine o batteri che possano confermare l’ipotesi di ingestione di cibo avariato. All’esame partecipano anche i consulenti della difesa del ristoratore, rappresentato dall’avvocato Alberto Lorusso, per garantire il contraddittorio tecnico.
A far scattare l’allarme è stata la segnalazione di un medico della guardia medica, testimone dei sintomi che hanno colpito l’uomo poco prima del decesso. Un dettaglio specifico ha orientato l’attenzione degli investigatori verso le cucine del locale visitato dalla famiglia. Durante la cena, solo la vittima e suo padre avevano consumato portate a base di pesce. Entrambi hanno accusato gravi malori nelle ore successive.
La moglie, la madre e i due figli piccoli (di uno e tre anni), che avevano optato per un menù differente, non hanno riportato alcun disturbo. Mentre il padre della vittima è riuscito a superare la fase critica, il 35enne – descritto come un uomo in piena salute e privo di patologie pregresse – è deceduto nonostante i tentativi di soccorso.
L’inchiesta dovrà ora stabilire se il decesso sia riconducibile a una partita di pesce avariato o a una cattiva conservazione degli alimenti all’interno della struttura. Al momento, i reati ipotizzati sono omicidio colposo e commercio di sostanze alimentari nocive.