Luca Spada, 27 anni, autista della Croce Rossa, è accusato di sei omicidi premeditati. A incastrarlo, l’autopsia su una delle vittime, morte per embolia gassosa.
Forlì – Si chiama Luca Spada e guidava le ambulanze della Croce Rossa. Sabato mattina i carabinieri di Forlì e i Nas lo hanno prelevato dalla sua abitazione di Meldola, dove viveva con la fidanzata Elena e il figlio di poco più di un anno, e lo hanno portato in carcere. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: sei omicidi volontari premeditati, consumati nel corso del 2025 durante i trasporti sanitari tra ospedali del forlivese.
A convincere il giudice per le indagini preliminari è stato l’ultimo caso attribuito a Spada: la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre durante un trasporto che avrebbe dovuto condurla in una struttura riabilitativa. L’autopsia disposta dalla Procura ha rivelato la causa del decesso: un’iniezione d’aria, ovvero la morte per embolia gassosa. Il cerchio si è poi allargato dopo l’analisi di diverse cartelle cliniche da parte dei Nas, che hanno portato a ipotizzare altri cinque omicidi. Tra le vittime figura anche Vittorio Benini, sassofonista di 84 anni morto lo scorso 13 ottobre, pochi giorni dopo essere stato trasportato su un’ambulanza guidata proprio da Spada.
Il 18 marzo i Ris hanno esaminato aghi, siringhe e cateteri prelevati dall’ambulanza alla ricerca del DNA dell’indagato. I carabinieri hanno inoltre perquisito un’agenzia di pompe funebri di Meldola con cui Spada collaborava, sequestrandone alcuni materiali, anche se l’agenzia non avrebbe curato nessuno dei funerali delle presunte vittime.
Meldola fatica a riconoscere il proprio concittadino nel ritratto che emerge dall’inchiesta. Volontario sulle ambulanze fin dai quattordici anni, titolare di due chioschi di piadine, ex candidato al consiglio comunale: Spada era noto soprattutto per un gesto eroico compiuto durante l’alluvione, quando usò una porta come zattera per salvare una disabile rimasta intrappolata in casa. Un episodio che gli era valso un premio e la stima di tutti.
Spada si è sempre dichiarato innocente, parlando di coincidenze e di essere stato “messo in mezzo”. Aveva persino fatto ricorso contro la sospensione cautelativa inflittagli dalla Croce Rossa, con l’intenzione di tornare a prestare servizio. Ed è proprio questo, insieme al rischio di inquinamento delle prove, uno dei motivi che hanno spinto il Gip a disporre l’arresto.