Intervento del ROS su un presunto favoreggiatore del capo mafia; sequestrati una serie di patrimoni sospetti.
Roma – Nella giornata odierna, nelle province di Milano, Brescia e Roma, il Raggruppamento Operativo
Speciale, con il supporto in fase esecutiva dei carabinieri dei rispettivi comandi provinciali, ha
dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro di prevenzione del Tribunale di Trapani –
Sezione misure di prevenzione, di un’abitazione, un’autovettura, conti deposito e polizze
assicurative, per un valore complessivo di circa 500 mila euro, nei confronti di GENTILE
Massimo cl. ’72 (attualmente detenuto per associazione di tipo mafioso con condanna a 10 anni
di reclusione, emessa dal GUP del Tribunale di Palermo), tra i presunti favoreggiatori della
latitanza dell’allora capo della provincia trapanese di cosa nostra MESSINA DENARO Matteo
(deceduto il 25.09.2023).
Il provvedimento si inserisce nel prosieguo dell’indagine IL TRAMONTO finalizzata non solo
alla cattura di MESSINA DENARO Matteo, ma anche alla ricostruzione del contesto criminale
in cui era inserito ed alla successiva disarticolazione del circuito di fiancheggiatori che nel tempo
hanno sostenuto il latitante.
L’attuale operazione del ROS, che scaturisce dalle indagini patrimoniali avviate nel settembre
del 2024, ha consentito di documentare:
− l’abituale e qualificata pericolosità sociale dell’indagato, che si ritiene abbia favorito per lungo
tempo la latitanza di MESSINA DENARO Matteo cedendogli la propria identità per
l’acquisto di mezzi di trasporto, la sottoscrizione delle relative polizze assicurative ed il
compimento di operazioni bancarie;
− una marcata e costante sperequazione tra i redditi dichiarati e l’effettivo tenore di vita del
nucleo familiare di GENTILE. Gli accertamenti patrimoniali, infatti, hanno dimostrato che
l’acquisto dei beni oggi sottoposti a sequestro è stato reso possibile grazie all’impiego di
risorse di presunta natura illecita, non giustificabili con le entrate ufficiali documentate al fisco
dall’indagato.
Le attività del ROS, finalizzate a ricostruire la rete relazionale di MESSINA DENARO Matteo,
hanno consentito finora l’arresto di 16 favoreggiatori ed il sequestro di beni mobili e immobili
per un valore complessivo di circa 500 mila euro.