L’ex capo ultrà del Milan condannato a 18 anni e 8 mesi per narcotraffico

Il Gup ha emesso la sentenza nell’ambito del processo con rito abbreviato a carico di 23 imputati. L’associazione avrebbe movimentato oltre tre tonnellate di droga tra il 2020 e il 2021.

Milano – Diciotto anni e otto mesi. È questa la pena che segna la definitiva caduta di Luca Lucci, per anni figura di riferimento della Curva Sud milanista e oggi al centro di uno dei procedimenti giudiziari più pesanti legati al mondo del tifo organizzato italiano.

A emettere la sentenza è stata la Gup Giulia Masci, al termine del processo con rito abbreviato che ha visto sul banco degli imputati 23 persone accusate di aver dato vita a una rete di narcotraffico di livello internazionale. Secondo l’accusa, il sodalizio avrebbe movimentato quantità enormi di sostanze stupefacenti nell’arco di appena nove mesi, tra l’estate del 2020 e la primavera del 2021: tre tonnellate di hashish, oltre 250 chili di marijuana e più di 50 chili di cocaina.

Quello di oggi non è il primo colpo incassato da Luca Lucci in aula. Già nell’autunno del 2024 il suo nome era emerso con forza nell’inchiesta che aveva scosso il mondo del calcio milanese, quando la Dda aveva smantellato le reti criminali che controllavano le curve di San Siro. In quell’occasione la condanna era stata di 10 anni, con accuse che spaziavano dalla gestione violenta della tifoseria fino a un episodio di tentato omicidio. Pochi mesi dopo, un secondo provvedimento cautelare lo aveva raggiunto dietro le sbarre, questa volta per il traffico di droga che ora si è trasformato in condanna definitiva.

A chiedere e ottenere la pena più severa tra tutti gli imputati sono stati i Pm Leonardo Lesti e Rosario Ferracane della Dda milanese.