Social pericolosi: un commento può costare molto caro

Sempre più utenti finiscono nei guai per quello che scrivono sui social: fioccano querele e richieste di risarcimento.

Ormai sui social non si scherza più. Un like sbagliato, un commento di troppo… e puff, ti ritrovi coinvolto in una causa per diffamazione. Ma cosa sta succedendo davvero? È come se ogni post diventasse una mina vagante, pronta a esplodere al primo scivolone.

La gente scrive senza pensarci, si lascia prendere dal momento, e il rischio di finire nei guai cresce di giorno in giorno. Insomma, i social sono diventati un po’ come una giungla: basta un passo falso e sei nei pasticci.

Negli ultimi tempi sempre più utenti dal “commento facile” ricevono querele o addirittura richieste di risarcimento danni. E quel commento da “leone da tastiera” costa caro non solo da un punto di vista civile ma anche da quello penale.

Non servono grossi insulti per vedersi recapitare una lettera da un avvocato. Basta un commento che prenda di mira qualcuno in modo personale, tipo dare nomignoli come “pagliaccio” o robe simili. Non parliamo nemmeno di insulti pesanti, quelli sono un altro livello. Ma già questo basta per avere problemi.

Poi ci sono i casi in cui alla persona offesa vengono attribuiti dei fatti specifici di contenuto diffamatorio. Si attribuiscono azioni o comportamenti, insomma si lanciano accuse precise. E lì la situazione si fa davvero seria: non stiamo più parlando di chiacchiere da bar, ma di roba che può finire dritta in tribunale.

E le richieste di risarcimento variano mediamente da 200-500 euro per i casi meno gravi, fino a 5.000 per quelli più pesanti. Tutto dipende da quanto è conosciuto pubblicamente il soggetto diffamato, dai followers, dalla gravità dell’offesa e così via.

Il consiglio? State attenti a quello che pubblicate, sempre. E se avete dei dubbi… evitate!