Sette persone e quattro società indagate per truffa, fatture false e autoriciclaggio; sequestrati conti correnti, immobili e crediti fittizi.
Udine – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per un valore di oltre 1,8 milioni di euro emesso dalla stessa Autorità Giudiziaria per le ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio ed emissione di fatture ed altri documenti per operazioni inesistenti.
In particolare, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno accertato come l’importo dei crediti d’imposta, derivanti da interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico eseguiti nei confronti di soggetti privati da una società con sede a Udine, ma con interessenze nella provincia pordenonese, finalizzate all’ottenimento del Superbonus 110% e bonus facciate 90%, fosse stato documentato con l’esecuzione di lavori edili mai realizzati e con l’emissione di fatture e asseverazioni false, attestanti il raggiungimento di stati di avanzamento lavori al 30% e al 60%.
Tale modus operandi ha consentito agli autori della frode la creazione di crediti d’imposta fittizi, per complessivi 1.850.000 € successivamente ceduti tramite società interposte ad operatori finanziari terzi ottenendo così un profitto illecito pari a circa il 84% del valore nominale dei crediti ceduti, il quale, per un importo pari ad oltre 520mila euro, è rientrato in loro possesso mediante bonifici, sempre come giustificazione di pagamento di false fatturazioni verso società agli stessi riconducibili.
In tale contesto sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria in concorso tra loro sette persone fisiche quali rappresentanti di diritto e di fatto di quattro società a responsabilità limitata, quest’ultime segnalate per la responsabilità amministrativa per i reati di concorso in truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, autoriciclaggio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Contestualmente si è proceduto a segnalare le quattro società per la Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, in relazione ai reati commessi dagli amministratori. In tale contesto, atteso il rilevato “periculum in mora”, è stata proposta all’Autorità Giudiziaria l’adozione della misura cautelare reale del sequestro preventivo nei confronti degli autori dei reati e delle S.r.l. per l’importo pari al profitto dei reati in contestazione.
Il Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Pordenone, condividendo le prospettazioni della Procura della Repubblica e della polizia giudiziaria, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo per l’importo fino alla concorrenza di 1.850.000 €. I militari hanno dato esecuzione al provvedimento mediante il blocco di disponibilità finanziarie riconducibili alle aziende e agli indagati, con il sequestro di saldi attivi di conti correnti accesi sia in Italia che all’estero, di beni mobili ed immobili registrati e di crediti ancora presenti nei cassetti fiscali. Il tribunale del Riesame, condividendo l’ipotesi accusatoria, ha rigettato le istanze di dissequestro presentate dagli indagati.