Meloni mette Santanchè all’angolo: “Faccia come Delmastro e Bartolozzi”

La premier chiede pubblicamente le dimissioni della ministra del Turismo ma Santanchè tira dritto.

Roma – Giorgia Meloni sceglie la via della pressione pubblica. Dopo aver incassato per settimane i niet della ministra del Turismo e dopo che anche la mediazione affidata a Ignazio La Russa, storico sponsor politico di Santanchè, si era conclusa con un nulla di fatto, la presidente del Consiglio ha deciso di uscire allo scoperto. Con una nota ufficiale di Palazzo Chigi, ha ringraziato Delmastro e Bartolozzi per la loro scelta di lasciare e ha aggiunto che si augura un gesto di analoga sensibilità istituzionale da parte della ministra del Turismo.

Il messaggio è inequivocabile, anche se formulato con il linguaggio ovattato della comunicazione istituzionale: Santanchè deve dimettersi. E deve farlo da sola, senza aspettare ulteriori spinte.

La risposta di Santanchè, almeno per ora, è il silenzio e il lavoro ordinario. Martedì non si è presentata fisicamente al suo dicastero, ma ha trascorso la giornata in contatto con i collaboratori, confermando tutti gli appuntamenti in agenda. Oggi ha partecipato alla riunione sul Forum internazionale del Pet Tourism, in programma a Roma nel mese di maggio. Nessun segnale di cedimento, nessuna comunicazione che lasci intendere un ripensamento.

Santanchè porta con sé un bagaglio giudiziario che da mesi appesantisce la sua posizione nel governo. A Milano è in corso un procedimento penale in cui è imputata per presunte irregolarità contabili nella gestione di Visibilia, il gruppo editoriale che guidava prima di approdare a Palazzo Chigi. Parallelamente, la Procura sta valutando la sua posizione in un’altra vicenda legata al dissesto di una società a lei riconducibile. Non è una novità per nessuno, nella maggioranza: il problema esiste da tempo e da tempo viene rimandato.

Delmastro e Bartolozzi non sono i primi a lasciare. Prima di loro il governo aveva già perso tre pezzi: Vittorio Sgarbi, che aveva guidato la delega alla Cultura come sottosegretario, Augusta Montaruli, che aveva fatto lo stesso all’Università, e Gennaro Sangiuliano, arrivato al capolinea mentre era ministro della Cultura. Un elenco quasi interamente monocolore: tolto Sgarbi, tutti e quattro appartengono a Fratelli d’Italia. Un dettaglio che rende la situazione di Santanchè, fedelissima del partito della premier, ancora più difficile da gestire in silenzio.

Nel frattempo, da Palazzo Chigi arriva un’altra indicazione: non ci sarà nessun voto di fiducia parlamentare. La maggioranza regge, non c’è alcuna crisi di governo. Quello che resta in bilico è soltanto il destino di una ministra che, per ora, non ha nessuna intenzione di andarsene.