Una città in marcia per ricordare le vittime di mafia

Corteo e lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti: partecipazione e impegno contro criminalità e silenzio.

Torino – Una lunga marea umana attraversa il centro cittadino per trasformare la memoria in impegno concreto. Migliaia di persone si sono ritrovate per la XXXI Giornata della Memoria e dell’impegno dedicata alle vittime innocenti delle mafie, dando vita a una manifestazione che unisce ricordo, partecipazione e richiesta di giustizia.

Sono circa 14mila i partecipanti al corteo che, partito da piazza Solferino, si è snodato fino a piazza Vittorio Veneto passando per piazza Castello. Durante il percorso, le voci si sono alternate scandendo uno dopo l’altro i nomi delle 1.117 vittime innocenti delle mafie, un elenco cresciuto negli anni: trent’anni fa erano poco più di trecento. Tra la folla, oltre settemila persone hanno preso parte attivamente alla commemorazione, tra familiari, amici e cittadini comuni uniti dal ricordo e dalla volontà di non lasciare che il tempo cancelli le storie di chi ha perso la vita.

Madri, padri, fratelli e amici hanno sfilato insieme, spesso senza legami di sangue ma accomunati dalla stessa battaglia contro la criminalità organizzata e contro il silenzio. Molti hanno portato con sé fotografie delle persone care, altri cartelli e simboli della lotta antimafia, mentre le bandiere di Libera hanno colorato il corteo. Non sono mancati i messaggi diretti e forti, con richieste esplicite di liberare i territori dalla presenza mafiosa e di mantenere viva una memoria collettiva capace di incidere sulle coscienze.

All’arrivo, il fondatore di Libera Luigi Ciotti ha incontrato i familiari delle vittime giunti da tutta Italia, ribadendo che l’omertà continua a rappresentare un ostacolo alla verità e alla speranza. Le immagini dei volti portati al collo dai parenti, ha sottolineato, devono diventare un richiamo costante per la società, affinché la memoria non resti un rito ma si trasformi in responsabilità condivisa.

Il momento più intenso della giornata si è svolto a partire dalle ore 11, con la lettura pubblica dei 1.117 nomi: un elenco che comprende cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti e amministratori locali, uccisi per aver svolto il proprio dovere o per essersi opposti alle mafie. Un passaggio collettivo e simbolico che ha dato voce a storie spesso dimenticate, restituendo dignità e presenza a ciascuna vittima.

A chiudere la manifestazione è stato lo stesso Ciotti, che nei giorni precedenti aveva già incontrato i familiari, insistendo sulla necessità di verità e giustizia in molti casi ancora irrisolti. Ha ricordato come la memoria debba continuare a camminare insieme all’impegno quotidiano, diventando un segno concreto di speranza che non si arrende.

Ampia la copertura mediatica dell’evento, con la Rai impegnata a seguire i momenti principali della giornata attraverso trasmissioni televisive, radiofoniche e piattaforme digitali.