La famiglia nel bosco diventa un caso politico

Il tribunale dei minori ha allontanato la donna dalla casa famiglia descrivendo il suo comportamento come “ostile e squalificante”. La Garante dell’Infanzia chiede la sospensione del provvedimento.

Vasto – Urla strazianti, bambini strappati alla madre, un’ordinanza di tredici pagine e una polemica politica che è arrivata fino a Palazzo Chigi. Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” si è trasformato in un terremoto istituzionale dopo che il tribunale dei minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare la madre dalla casa famiglia in cui si trovava con i tre figli dal 20 novembre scorso, separando anche i fratelli tra loro.

La legale della famiglia, Danila Solinas, non ha usato mezzi termini: “Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è. L’assistente sociale dovrebbe rispondere a qualcuno. Ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini. È stato terribile.”

Nelle tredici pagine del provvedimento emerge un quadro di conflitto crescente tra la madre e gli operatori della struttura. Gli educatori la descrivono come “ostile e squalificante”, con scatti d’ira, opposizione sistematica alle indicazioni del personale e modalità comunicative che avrebbero finito per influenzare negativamente anche il comportamento dei figli, diventati a loro volta aggressivi verso le educatrici e altri minori presenti.

Il documento evidenzia anche lo scarso livello di scolarizzazione dei bambini, ricondotto alla convinzione della madre che l’apprendimento formale dovesse iniziare solo dopo i sette anni, privilegiando prima le esperienze dirette a contatto con la natura. Sul clima di tensione, i giudici scrivono che “l’umore materno è andato col tempo peggiorando, verosimilmente poiché la signora mostra di avere coltivato l’illusione di una permanenza in comunità molto breve“. Il padre, al contrario, viene descritto come collaborativo e capace di rasserenare sia i figli che la moglie.

Sull’intera vicenda è intervenuta la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni, che ha chiesto la sospensione del trasferimento in attesa di un approfondimento medico indipendente sulle possibili conseguenze della separazione sulla salute dei bambini. La psicologa Anna Maria Giannini della Sapienza ha sottolineato come per bambini di quella età i genitori rappresentino “ancore di sicurezza” e ha ricordato che i piccoli hanno già vissuto uno strappo traumatico quando sono stati portati via dalla loro abitazione nel bosco: “Adesso che non possono più vedere la madre vivono un ulteriore strappo.”

Il caso è diventato rapidamente terreno di scontro tra le forze politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha attaccato apertamente la magistratura minorile, affermando che i figli “non sono dello Stato” ma “delle mamme e dei papà” e chiedendo dove stesse “il superiore interesse del minore” quando i bambini vengono allontanati progressivamente da entrambi i genitori per mesi. La Lega ha chiesto un’ispezione urgente del ministero della Giustizia, mentre il deputato Rossano Sasso ha annunciato un’interrogazione parlamentare ai ministri Nordio e Roccella.

A raffreddare i toni ci ha pensato Carlo Calenda, che su X ha avvertito: “Quando si iniziano a trasformare episodi complessi di cronaca in campagna elettorale, spesso si fanno pessime figure, vedi Bibbiano.”