Ritrovata in un bidone, l’oca simbolo del Parco di Monza ora è al rifugio Enpa. In sua compagnia c’è anche un “amico”.
Monza – Lascia veramente increduli la disavventura, per fortuna a lieto fine, che ha vissuto Reginaldo, una delle oche che popolano il laghetto della Villa Reale di Monza. Giovedì 19 febbraio i Park Angels, i volontari che “vigilano” sui Giardini Reali, all’interno del Parco di Monza, si accorgono con sgomento che nel gruppo di oche che da anni abitano il laghetto manca Reginaldo, una delle oche più anziane.
Non ci sono tracce di predazione quindi è escluso che sia stato attaccato da un cane, come purtroppo è successo in passato con altri animali (cigni, anatre, scoiattoli, oche). Reginaldo sembra però proprio inghiottito dal nulla e il pensiero più brutto è che sia stato prelevato da qualcuno.
La notizia inizia a circolare sui social e sulle testate locali, mettendo in ansia gli abituali frequentatori dei giardini della Villa Reale. Il mistero della scomparsa di Reginaldo viene risolto solo il giorno successivo, quando una frequentatrice del parco viene allarmata dai rumori provenienti da un cestino per l’immondizia: all’interno, imprigionato nel sacco dei rifiuti, c’è Reginaldo, acciaccato, ma per fortuna ancora vivo.
Escludendo che l’oca abbia potuto infilarsi da sola nel sacco, è molto più probabile che qualcuno lo abbia preso e, non si sa bene per quale motivo (un crudele scherzo?), lo abbia buttato nel cestino, proprio come un rifiuto.






Quel che è certo è che Reginaldo deve aver passato ore di autentico terrore, rischiando seriamente di morire per soffocamento. Una volta recuperato dai Park Angels, è stato affidato alle cure dei volontari dell’Enpa di Monza e visitato dal veterinario. Adesso si trova al rifugio di via San Damiano dove fa compagnia ad Ambrogio, l’oca cignoide, una vera e propria istituzione del laghetto della Villa Reale, che è anch’essa ospite del rifugio da diverso tempo.
Ad Ambrogio, infatti, era stato diagnosticato un problema all’uropigio, la ghiandola che secerne il grasso per impermeabilizzare le penne, che gli impediva di asciugarsi il piumaggio, una situazione difficile da fronteggiare soprattutto nei mesi più freddi. Qui Ambrogio sta trascorrendo l’inverno al calduccio, assistito con amore e competenza dai volontari e dagli operatori. Torneranno Ambrogio e Reginaldo sulle rive del loro amato laghetto? È presto per dirlo. La decisione spetterà ai veterinari e ai responsabili del Parco di Monza.