La ragazzina, trevigiana, era in vacanza con la famiglia a Caorle. Fermati tre giovani stranieri, individuati dalle telecamere.
Caorle – C’è un vuoto di memoria di oltre un’ora in cui si nasconde tutto l’orrore di quella notte. Una ragazzina di appena 14 anni, originaria dell’hinterland trevigiano, si è risvegliata poco prima di mezzanotte su una panchina del litorale di Duna Verde, seminuda, sola e in evidente stato confusionale. Non ricordava nulla. Solo il terrore, e quelle poche parole affidate a chi si è fermato ad aiutarla: “Mi hanno violentata”.
È accaduto nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto. La giovane era in vacanza con la famiglia, che da anni frequenta questo tratto di spiaggia veneziana per l’estate. Aveva trascorso la serata con le amiche in un locale della zona. Poi, sulla via di casa, l’incontro fatale con un gruppo di ragazzi. Da lì, il buio.
A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, che l’hanno notata abbandonata sulla panchina e hanno capito subito che quella ragazzina, in quelle condizioni, non aveva la forza di mettersi in salvo da sola. Sul posto sono intervenuti gli operatori del Primo intervento sanitario di Caorle e gli agenti della polizia locale. A prendersi cura della minore è stata poi la struttura dell’Usl 4, che ha avviato immediatamente gli accertamenti sulle sue condizioni.
Il racconto della giovane, per quanto frammentato, ha fornito una prima traccia: sarebbe stata avvicinata da tre ragazzi mentre rientrava a casa. Grazie alle telecamere di sorveglianza disseminate nella località balneare, gli investigatori hanno ricostruito i loro spostamenti e li hanno individuati in un locale della zona. Si tratterebbe di tre giovani stranieri, sui vent’anni, che secondo le prime informazioni lavorerebbero in un camping del litorale. Per loro è scattato il fermo, con il coordinamento della procura di Pordenone.
L’inchiesta punta ora a chiarire il nodo centrale: la 14enne sarebbe stata stordita con alcol o con una sostanza narcotizzante, forse somministrata a sua insaputa, e poi abusata mentre non era in grado di difendersi né di chiedere aiuto. La violenza si sarebbe consumata nell’androne di un condominio, prima che la ragazzina venisse lasciata sulla panchina dove è stata poi soccorsa.
Restano molti punti da chiarire e le indagini sono in pieno svolgimento. Fondamentali saranno le testimonianze: per l’intera giornata gli investigatori hanno ascoltato chi aveva dato l’allarme, i titolari dei locali vicini e i possibili testimoni che potrebbero aver visto movimenti sospetti. Sotto choc l’intera comunità di Duna Verde, dove residenti e villeggianti conoscevano bene sia la ragazzina che i suoi genitori.