Trenta gatti spariti nel nulla, il paese trema: “C’è un killer di felini”

A Sedico trovate carcasse con segni di macellazione. Depositato un esposto in Procura a Belluno: “Non può di certo essere opera di un lupo“.

Belluno – C’è un paese, ai piedi delle Dolomiti, dove da settimane i gatti escono di casa e non tornano più. Succede a Sedico, dove almeno una trentina di felini domestici è svanita nel nulla e per le strade sono spuntati resti che gelano il sangue. Nessun colpevole, nessuna spiegazione certa. Solo una paura che cresce di giorno in giorno tra i proprietari e che ha spinto l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) a bussare alla porta della magistratura.

I casi accertati sono 22, ma il conteggio reale potrebbe arrivare fra i 25 e i 30 gatti. Numeri che hanno trasformato un allarme di quartiere in un caso nazionale, ripreso anche dalle grandi reti televisive. Tutto era cominciato a fine agosto, quando alcuni residenti guidati da Arianna Caccaro avevano lanciato il grido d’allarme sui social e messo nero su bianco una lettera formale indirizzata a Polizia provinciale, Forestale, Comuni di Sedico e Belluno e all’Ordine dei veterinari.

A raccogliere quelle segnalazioni è stata l’Aidaa che, lunedì 14 settembre, ha presentato un esposto alla Procura di Belluno corredato di documentazione e fotografie. A firmarlo il presidente Lorenzo Croce, affiancato dalla responsabile provinciale Anna Carla Sanvido. La richiesta è netta: indagare a fondo e non fermarsi alla prima ipotesi comoda.

Perché la pista più battuta finora è quella del lupo, la cui presenza in zona è documentata anche da fototrappole. Ma per l’associazione qualcosa non torna. “Si è voluta prendere la scorciatoia e dare la colpa al lupo”, attacca Sanvido. A insospettire è soprattutto un dettaglio: a sparire sono quasi solo gatti di casa, coccolati e abituati all’uomo, e non le colonie feline che vivono stabilmente all’aperto e sarebbero le prede più esposte a un predatore selvatico.

C’è poi l’elemento che fa più orrore. Tra i ritrovamenti, spiega Croce, ci sarebbero carcasse con segni di macellazione. “Sono state trovate nella zona carcasse di gatti macellati. Ci sono le foto, sono terribili, e tutto ciò non può di certo essere opera del lupo”. Da qui il ventaglio di ipotesi agghiaccianti su cui l’Aidaa chiede accertamenti: dal killer seriale alla macellazione a scopi alimentari o rituale, fino ai bocconi avvelenati gettati magari per tenere lontana la fauna selvatica.

Un particolare alimenta i sospetti. Da quando è stato annunciato l’esposto, le sparizioni si sono fermate. Una coincidenza che, ammette la stessa associazione, non prova nulla da sola, ma che «merita di essere approfondita»: come se qualcuno, temendo le conseguenze giudiziarie, avesse deciso di fermarsi.

La partita passa ora agli investigatori. Nell’attesa, l’appello di Croce ai proprietari è uno solo: “Tenete i gatti in casa, almeno finché non si scopre chi c’è dietro a tutto questo”.