L’ennesima tragedia sul lavoro è avvenuta a Firenze nella nuova stazione Foster; grave un collega della vittima.
Firenze – Un pomeriggio di lavoro come tanti, trasformato in pochi istanti in una trappola mortale. Nel cantiere della nuova stazione Foster dell’Alta Velocità, giovedì 15 ottobre, un pilone si è staccato durante le manovre di scarico e ha travolto Abourabil Ayoub, operaio di origine marocchina di appena 30 anni, senza lasciargli scampo. Un collega è rimasto gravemente ferito, mentre altri quattro lavoratori, tra cui il cugino della vittima, sono finiti in stato di choc.
Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio, nell’area del cantiere che si affaccia su via Onofrio Zeffirini. Il pilone veniva spostato con un braccio meccanico da un camion all’altro quando, secondo le prime testimonianze dei colleghi, qualcosa ha ceduto. Ayoub si trovava nel cassone del mezzo e non ha avuto il tempo di mettersi in salvo. A dare l’allarme sono stati gli altri operai: i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto la polizia municipale e i tecnici della Prevenzione infortuni dell’Asl, che ora dovranno ricostruire la dinamica.
Ayoub tra due settimane avrebbe compiuto 31 anni. Era un gruista specializzato, dipendente del Consorzio Florentia, l’impresa appaltatrice dei lavori, e da circa un anno e mezzo lavorava in quel cantiere dopo aver girato altri cantieri fiorentini. Era un ragazzo ben integrato, che parlava benissimo l’italiano.
Poco dopo, davanti ai cancelli, è arrivato Ahmed, il fratello, che lavora per un’altra ditta in città. “Mi hanno chiamato mentre ero in macchina con il mio titolare, mio fratello è morto”, ha detto sconvolto prima di entrare, come riporta La Nazione.
Al cantiere sono accorsi la sindaca Sara Funaro, l’assessore Andrea Giorgio e il presidente della Regione Eugenio Giani. Rfi ha espresso “cordoglio e vicinanza ai familiari”, precisando che la dinamica “è al vaglio delle competenti autorità”. Una ferita che si riapre in una zona già segnata: a poca distanza c’è il cantiere Esselunga di via Mariti, dove nel febbraio 2024 persero la vita cinque operai.
Durissima la Filca-Cisl Toscana, sindacato a cui il giovane era iscritto: “Ogni giorno nei cantieri si continua a morire, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità”. E Stefano Tesi aggiunge: “Non è accettabile continuare a morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere”.



