Omar Ramo, 351 Bratan e Darié Baby hanno bloccato la Milano-Meda all’ora di punta con gli amici in scooter.
Milano – C’erano auto e scooter incolonnati sulla Milano-Meda, ma non per il traffico. A trasformare una delle superstrade più battute della Lombardia in un set a cielo aperto, all’ora di punta, ci hanno pensato tre rapper – Omar Ramo, 351 Bratan e Darié Baby – che sul rettilineo di viale Rubicone, in zona Affori, hanno piazzato gli amici in motorino di traverso sulla carreggiata per girare le scene di un videoclip. Dietro di loro, mentre il cantante vestito di bianco snocciolava le sue barre, una coda chilometrica di automobilisti inferociti e un drone alzato in volo a immortalare il caos.
L’episodio risale alla sera di venerdì 18 settembre, intorno alle 18, sulla statale 35 all’altezza di Affori. In pochi minuti la circolazione si è paralizzata, con file lunghissime di veicoli bloccati. Il tutto per lanciare sui social “Bratva”, il nuovo brano firmato dai tre artisti. Quando le Volanti della Questura sono arrivate sul posto, tra le 18 e le 19.30, il blitz musicale si era già concluso e le auto stavano lentamente tornando a scorrere. La polizia ora indaga per identificare tutti i presenti in quella che appare a tutti gli effetti come una manifestazione non autorizzata.
La miccia della polemica l’ha accesa la Lega, che dalla storica sede di via Bellerio – a poche centinaia di metri dal luogo delle riprese – ha rilanciato il video con un commento che ha spostato subito il tiro: “Rapper marocchino blocca la Milano-Meda”. Peccato che dei tre soltanto Omar Ramo abbia origini nordafricane: 351 Bratan è di origini russe (il suo nome d’arte richiama il prefisso di Čeljabinsk), mentre Darié Baby è pugliese.
“Bloccare un quartiere per un video, roba da matti”, attacca il Carroccio. “Una strada pubblica non può essere trasformata in un set privato per raccogliere visualizzazioni. Servono sanzioni immediate e la valutazione di tutte le responsabilità, anche penali“, incalzano la vicesegretaria leghista Silvia Sardone e il capogruppo in Regione Alessandro Corbetta, che annunciano un esposto.
Sul caso piombano anche due assessori regionali di Fratelli d’Italia. Franco Lucente, titolare dei Trasporti, parla di immagini “sconvolgenti” e di “uno schiaffo alla sicurezza dei cittadini”, spingendosi a invitare “fantomatici maranza e pseudo rapper” a “tornare nei Paesi d’origine“. Toni durissimi anche da Romano La Russa, assessore alla Sicurezza: “La misura è colma”. La Russa fa sapere di aver scritto al Prefetto per valutare l’applicazione del Decreto Sicurezza, che punisce il blocco stradale compiuto da più persone con una pena dai 6 mesi ai 2 anni di reclusione.
La replica dei rapper arriva, manco a dirlo, via social. “Strumentalizzare le notizie per creare odio razziale, questo stanno facendo. Io non sono marocchino e lo sanno”, ribatte 351 Bratan. Omar Ramo, invece, se la prende con i critici: “Ora sono tutti vigili, persone esemplari e dispensatori di come ci si comporta”. E mentre la politica invoca il pugno duro, i tre esultano per il clamore: “Siamo noi la notizia“. Perché in fondo, tra un like e una denuncia, la bravata l’obiettivo l’ha centrato.