Arrestato il “guru” 59enne, sotto sequestro la comunità: le adepte, chiamate “monache”, costrette a cedere tutti i loro averi.
Almese (Torino) – C’è un paese ai piedi delle montagne della Bassa Val di Susa dove, per anni, la promessa di guarire l’anima si è trasformata in una gabbia di paura, soggezione e violenza. All’alba di giovedì i carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno fatto scattare le manette ai polsi di Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, l’uomo che si faceva chiamare il “maestro” e che si proclamava “il prescelto, in contatto con la madre divina”. Dietro la facciata di innocui corsi di yoga, meditazione e arti marziali si nascondeva, secondo l’accusa, una setta pseudo-spirituale fondata sull’assoggettamento psicologico, sulla coercizione e sugli abusi.
Oggi l’operazione, battezzata “Asmodeo”, è entrata nella sua fase decisiva: i militari dell’Arma stanno procedendo al sequestro della comunità di Almese, la residenza che ospitava la presunta setta. Un provvedimento disposto per evitare il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Mentre gli uomini in divisa varcano i cancelli, gli ospiti della struttura che lo desiderano vengono accompagnati in luoghi protetti, lontano dall’influenza del “guru” ormai dietro le sbarre.
Il quartier generale del maestro era la Fondazione Fiore della Pace, che vendeva corsi di benessere e si presentava persino come sostenitrice di progetti di beneficenza per i senzatetto. In realtà, denunciano gli inquirenti, era il cuore di una comunità residenziale popolata soprattutto da donne, chiamate “monache” o “adepte”. A loro Malatesta imponeva un voto di obbedienza e povertà: dovevano consegnargli ogni avere e sottostare a un controllo totale, fatto di manipolazione mentale e coercizione lavorativa.
La scelta delle prede, ricostruiscono i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, era chirurgica: persone fragili, segnate da lutti recenti o da malattie, più facili da plasmare. A loro il sedicente guru prometteva terapie sciamaniche capaci di alleviare le sofferenze o perfino di guarire. Le violenze sessuali, le più agghiaccianti, venivano spacciate per “terapie purificatrici” e avrebbero colpito anche vittime minorenni.
Nell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri e avviata nel marzo 2024, sono finiti anche tre collaboratori, indagati a piede libero: due donne, tra cui una psicologa, che gestivano la logistica, e un uomo, massoterapista, che avrebbe praticato finte “terapie sessuali” a pagamento su clienti donne colpite da lutti o fragilità. A completare il ritratto, l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato: fingendo di non riuscire a camminare, Malatesta avrebbe ingannato la commissione medica dell’Inps intascando oltre 80mila euro di pensione di invalidità.
Ora il “maestro” è in custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per dare un nome a tutte le vittime di una comunità che, dietro i mantra e l’incenso, nascondeva soltanto il più antico dei poteri: quello di un uomo sulle persone che si erano affidate a lui.



