Si scaldano con un braciere, famiglia intossicata dal monossido

In ospedale i genitori e i due figli di 2 e 19 anni. L’allarme nel cuore della notte, decisivo l’intervento di vigili del fuoco e Suem 118.

Vicenza – Una notte d’autunno, il primo freddo che si fa sentire e un rimedio antico per scaldare la casa che si trasforma in una trappola invisibile. È quanto accaduto nelle prime ore di lunedì 26 ottobre a Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, dove un’intera famiglia – padre, madre e i due figli di 2 e 19 anni – è finita al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza dopo essere rimasta intossicata dal monossido di carbonio sprigionato da un braciere acceso in cucina.

Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, per riscaldare gli ambienti dell’appartamento di via Roma la famiglia aveva acceso un braciere con la carbonella. Una combustione lenta, silenziosa, rimasta senza controllo per ore mentre in casa tutti dormivano. Nel corso della notte il gas ha saturato le stanze, fino a coinvolgere tutti e quattro i componenti del nucleo familiare.

L’allarme è scattato intorno alle 2.30. Sul posto sono accorsi i pompieri del comando di Vicenza e i sanitari del Suem 118, che hanno prestato le prime cure ai quattro familiari prima di disporne il trasferimento in ospedale. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 4 del mattino per mettere in sicurezza i locali ed eliminare ogni traccia del gas, che oltre a essere tossico in determinate condizioni può formare anche miscele esplosive.

Tutti sono arrivati al San Bortolo in codice giallo. Un dettaglio che permette di tirare un sospiro di sollievo: per nessuno di loro si è resa necessaria la terapia in camera iperbarica, il trattamento riservato ai casi di intossicazione più gravi. Al momento non sono state rese note ulteriori informazioni sulle loro condizioni.

Resta la paura per una tragedia sfiorata, che riaccende i riflettori su un pericolo che si ripresenta puntuale con l’arrivo dei primi freddi. Il monossido di carbonio è infatti un nemico subdolo: inodore, incolore e capace di accumularsi senza che nessuno se ne accorga, soprattutto di notte, quando il sonno impedisce di riconoscere i primi sintomi. Bracieri, stufe e qualsiasi fiamma accesa in ambienti chiusi e poco aerati possono trasformarsi in un attimo in una minaccia letale.

Questa volta l’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato il peggio. Ma la notte di Castelnovo resta un monito per tutti: quando si parla di riscaldamento, l’improvvisazione può costare carissima.