Schianto a 140 all’ora contro la ex: per i Pm è stato omicidio

I rilievi della polizia locale smentiscono l’ipotesi della sbandata: L’uomo avrebbe travolto deliberatamente la vettura della donna.

Varese – Un gesto folle, consumato a tutta velocità in un attimo di cieca rabbia. La tragedia sulla tangenziale di Cassano Magnago prende contorni sempre più chiari e agghiaccianti: per chi indaga non si è trattato affatto di una tragica fatalità o di una semplice sbandata, ma di un vero e proprio atto premeditato.

Fulvio Ielmini, settantatreenne di Gallarate, avrebbe trasformato la sua Jaguar in una vera arma su ruote, lanciandola a ben 140 chilometri orari dritta contro la piccola utilitaria guidata dalla sua ex compagna, Pierina Buffon. Per la donna, sessantanovenne, l’impatto frontale non ha lasciato scampo. Un dramma che spinge gli inquirenti della Procura di Busto Arsizio ad andare ben oltre l’ipotesi iniziale dell’omicidio stradale: le accuse messe sul piatto sono ora pesantissime, spaziando dal femminicidio all’omicidio volontario, aggravato persino dai futili motivi.

La storia tra i due era giunta al capolinea lo scorso giugno dopo otto anni insieme, una rottura voluta con decisione da lei ma che l’uomo non era mai riuscito a mandare giù. Da lì in poi, la vita della donna si era trasformata in un incubo fatto di pedinamenti e minacce continue, sfociato a fine luglio in una formale denuncia per atti persecutori. Un copione purtroppo già visto.

A incastrare il settantatreenne sono stati i meticolosi rilievi effettuati sul posto dalla polizia locale, dai quali è emersa una dinamica inequivocabile: l’uomo avrebbe deliberatamente tagliato la strada invadendo la corsia opposta per travolgere l’ex partner. Intanto, il cerchio si stringe: le forze dell’ordine hanno perquisito da cima a fondo la casa dell’indagato, mettendo sotto sequestro carte, appunti e persino il suo tablet.

Mentre si attendono i dettagli cruciali dell’autopsia e gli esiti della perizia cinematica destinata a fugare ogni minimo dubbio sullo schianto, Ielmini si trova piantonato a vista in un letto dell’ospedale di Varese. La difesa, guidata dall’avvocato Angelo Luini, tenta la carta dello stato mentale dell’uomo al momento dei fatti, puntando i riflettori su una sua eventuale incapacità d’intendere e di volere. Starà ora agli accertamenti medico-legali e alle analisi degli inquirenti stabilire se la mente del guidatore fosse annebbiata o se si sia trattato di una fredda e spietata resa dei conti.