Un 51enne, già ai domiciliari, ha svaligiato l’ufficio di Pometo con un fucile a canne mozze. A tradirlo i documenti caduti in strada durante la fuga.
Pavia – C’è un confine sottile tra il colpo perfetto del cinema e la figuraccia da manuale, e il protagonista di questa storia lo ha varcato tutto in una manciata di minuti. Un uomo di 51 anni, originario di Palermo e già pluripregiudicato, ha indossato la celebre maschera di Salvador Dalì (la stessa dei banditi de “La Casa di Carta”) e ha fatto irruzione nell’ufficio postale di Pometo, frazione del comune di Colli Verdi, nel Pavese. Peccato che, durante la fuga, abbia seminato per strada il portafogli con i suoi documenti, consegnandosi di fatto ai carabinieri.
Il colpo è andato in scena nella mattinata di giovedì 8 ottobre. L’uomo si è presentato davanti alla filiale impugnando un fucile a canne mozze, carico e con la matricola abrasa. Un dettaglio tutt’altro che secondario: a muoversi verso le Poste era un evaso, visto che il 51enne si trovava già ai domiciliari per un’altra rapina, in un’abitazione distante appena poche centinaia di metri dall’obiettivo.
Varcata la soglia, il rapinatore ha minacciato i presenti con l’arma, costringendoli a svuotare la cassa. Nel giro di pochi istanti si è impossessato di un bottino in contanti di circa 7.600 euro, per poi darsi alla fuga verso casa. Ed è proprio qui che il piano, degno di una sceneggiatura, si è sgretolato: a pochi passi dall’ufficio postale, dalla tasca gli è scivolato il portafoglio con dentro la carta d’identità.
Un errore fatale. I carabinieri della Compagnia di Voghera, intervenuti dopo l’allarme, hanno trovato i documenti a terra e in pochi minuti hanno dato un nome e un volto all’uomo con la maschera. A quel punto è scattato il sopralluogo nell’abitazione. E lì, nascosti dentro un tombino nelle pertinenze della casa, i militari hanno recuperato l’intero arsenale del colpo: la maschera di Dalì, il fucile a canne mozze e lo zaino con i soldi. Bottino interamente restituito alle Poste.
Per il 51enne si sono aperte le porte del carcere di Torre del Gallo, a Pavia, con le accuse di rapina aggravata, evasione e detenzione illegale di arma clandestina. Resta ora da attendere l’udienza di convalida davanti al giudice.



