Quando gli umanoidi s’incazzano

Un robot ha sferrato un calcio improvviso, quasi un colpo di kung fu, in direzione del collaudatore che pare si sia spaventato non poco.

Ormai la realtà ha superato la fantasia. La cronaca registra, spesso, casi di robot umanoidi messi alla prova in attività puramente umane. Solo che negli ultimi tempi stanno sbroccando di brutto. Sarà che stare a contatto con l’essere umano si perde, facilmente, la pazienza o, forse, è solo un problema di algoritmi, chissà!

Sta di fatto che è balzato agli onori della cronaca, nell’agosto scorso a Pechino, in vista dei Giochi mondiali dei robot umanoidi, il caso dell’umanoide “Superman”, prodotto da Unitree Robotics, un’importante azienda cinese di robotica avanzata, famosa in tutto il mondo per la produzione di robot mobili agili, sia umanoidi che quadrupedi.

Che cosa è successo di così eclatante? L’umanoide era impegnato in una gara atletica sui 100 metri piani, raggiungendo una velocità di 65,6 km/h, ma si è schiantato contro le barriere per problemi di frenata. Alla fine è esploso.

Il robot ha superato la velocità massima di Usain Bolt, ex velocista giamaicano, primatista mondiale dei 100 metri piani, dei 200 metri piani e della staffetta 4×100 metri, correndo forte ma mostrando grossi limiti nel rallentare. Come dire che “la Cina corre talmente forte verso il futuro che va a sbattere!” Il caso più recente è capitato il 7 settembre 2026 a Shaoxing, nella provincia cinese dello Zhejiang.

Un robot umanoide ha sferrato un calcio improvviso durante un collaudo, quasi un colpo di kung fu. Era in corso un test di movimento su un prototipo della Unitree e l’androide ha colpito improvvisamente lo smartphone o il telecomando tenuto dall’ingegnere accovacciato davanti a lui, finendo poi la sequenza con un inchino formale.

Gli esperti hanno escluso un’autonomia cosciente, parlando invece di un errore di calibrazione o di un comando anomalo. Con la vasta rete globale di internet e dei social si è scatenato un vivace dibattito tra l’incredulo e il sarcastico. Gli studiosi, sempre pronti a fornire ogni tipo di spiegazione, ritengono che si è ancora in fase iniziale per cui la meccatronica manifesta vistosi limiti.

D’altronde la Scienza è fatta di tentativi ed errori, fino a quando non si troverà la soluzione idonea. Speriamo bene, anche perché tra esplosioni e calci non c’è da stare allegri! Finora ci hanno abituato a presentazioni in grande stile. Quasi da star dove gli androidi, come bravi scolaretti, indottrinati per svariate mansioni, svolgono i compiti con precisione e dedizione.

Dal mettere a posto gli indumenti a servire il caffè o attraversare sentieri sconnessi, pieni di difficoltà ed imprevisti. Tuttavia la realtà è più ostica di quanto si pensi e nei centri di ricerca è un continuo susseguirsi di tarature del sistema e l’imponderabile è sempre dietro l’angolo per apparire all’improvviso.

Gli umanoidi potrebbero rivoltarsi contro l’Homo Sapiens?

Nel caso ultimo che ha suscitato stupore ed ilarità, dopo che l’androide ha eseguito ciò per cui era programmato, ad un certo punto, proprio come nelle arti marziali, ha mosso il busto come in una mossa d’attacco e ha tirato un calcio portentoso che ha sfiorato il controllore, facendo cadere il telecomando che teneva tra le mani.

Una scena degna dei film di Bruce Lee, famoso campione di arti marziali, nonché attore e regista cinematografico. Come nelle migliori tradizioni degli sport da combattimento orientali, l’umanoide ha fatto un movimento del busto simile ad un inchino.

Bisogna preoccuparsi o sono i primi sintomi di un fenomeno descritti dalla fantascienza cinematografica, ad esempio nei film “Blad Runner” del 1982 e Matrix del 1999? Nel primo caso si narra la ribellione esistenziale dei replicanti, umanoidi biologici in cerca della propria identità e del diritto di vivere.

Nel secondo si mostra l’esito estremo di un mondo dominato da macchine e intelligenze artificiali dopo una guerra globale contro l’umanità. Gli scienziati ritengono che non ci sia alcun presagio apocalittico e le macchine non avranno mai una forma di autocoscienza.

Gli incidenti di cui sopra non sono rari nel settore della robotica. Ogni anomalia registrata è utile per migliorare la sicurezza e i sistemi di rilevamento per costruire macchine sempre più affidabili. Non c’è altra strada. Speriamo bene, altrimenti son guai.