Un 59enne ha pagato quasi 400 euro per un alloggio inesistente e ha dovuto sborsarne altri 600 per trovare una sistemazione last minute.
Roma – Quasi mille euro bruciati in un weekend che doveva essere una vacanza in famiglia. È il bilancio della disavventura di Natalino, arrivato nella Capitale a fine giugno con moglie e figli per un soggiorno di due notti nella zona di Castro Pretorio, a due passi da Termini. Ai quasi 400 euro versati per l’alloggio fantasma si sono aggiunti altri 600 euro, spesi d’urgenza per trovare una sistemazione alternativa una volta capito che l’indirizzo indicato nell’annuncio non corrispondeva a nulla.
A insospettire, col senno di poi, avrebbe dovuto essere la modalità di pagamento: dopo la prenotazione su Booking, l’uomo aveva ricevuto un messaggio in inglese con la richiesta di versare la caparra tramite bonifico su un conto corrente di una filiale calabrese. Una prassi non abituale per la piattaforma, che però al momento non gli aveva fatto scattare alcun sospetto.
Solo dopo aver segnalato l’accaduto, Natalino ha ottenuto da Booking un rimborso parziale di circa 200 euro in wallet, spendibili per un prossimo viaggio. L’annuncio, nel frattempo, è stato rimosso dalla piattaforma.