I colpi sono stati esplosi nel parcheggio di un supermercato dopo la segnalazione di un furto di pannolini. L’agente non sarà incriminato.
Senatobia (Mississippi) – Doveva essere un banale intervento per un furto di pannolini e vestitini per neonati. Si è trasformato in una tragedia che ha lasciato l’America senza parole. Il piccolo Kohen Wiley, appena un anno di vita, è morto il 14 giugno scorso colpito dal proiettile di un poliziotto mentre era seduto sulle gambe della sua mamma, nel parcheggio di un supermercato Walmart di Senatobia, cittadina a circa 65 chilometri da Memphis. Oggi, a oltre quattro mesi di distanza, arriva la beffa: l’agente che ha premuto il grilletto non finirà sotto processo.
Quel giorno cinque agenti erano accorsi dopo la segnalazione di un presunto taccheggio. Nel mirino due donne: la madre di Kohen e un’amica di famiglia, al volante di una berlina grigia. Le immagini delle bodycam e delle telecamere di sorveglianza, diffuse giovedì 22 ottobre dalle autorità del Mississippi dopo settimane di proteste, mostrano le due donne correre verso l’auto, la mamma con il bimbo stretto tra le braccia. La vettura fa retromarcia, urta un Suv parcheggiato, poi riparte mentre i poliziotti si avvicinano con le pistole spianate.
Il sergente Hunter Foster si trova davanti al muso della macchina, si scansa e apre il fuoco. Un proiettile manda in frantumi il finestrino lato passeggero e raggiunge Kohen al fianco. Per lui non ci sarà nulla da fare. La madre esce illesa, mentre l’amica alla guida resta gravemente ferita.
Il 19 ottobre la procuratrice generale del Mississippi, Lynn Fitch, ha chiuso il caso: l’uso della forza da parte dell’agente è stato giudicato “giustificato”. Una parola che per i familiari suona come una seconda condanna. “La parola ‘giustificato’ mi perseguita. Non c’è alcuna giustificazione per questo”, ha detto la nonna materna, Veronica Roberson, che ha appreso la notizia dai giornali, senza aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. “Uno schiaffo in faccia“, lo ha definito.
Le versioni restano inconciliabili. Secondo il suo avvocato, Martin Zummach, Foster “non aveva scelta” perché l’auto stava per travolgerlo. Di tutt’altro avviso Ben Crump, il celebre legale dei diritti civili che assiste la famiglia: il video, sostiene, dimostra che il colpo fatale è partito quando la vettura era ormai di lato rispetto all’agente, che quindi non era più in pericolo. “La polizia non avrebbe mai dovuto estrarre le armi per un semplice taccheggio”, ha attaccato.
Un’autopsia indipendente chiesta dai familiari ha classificato la morte come omicidio. Ora la famiglia invoca l’intervento del Dipartimento di Giustizia federale. “I pannolini sono qualcosa di cui una madre ha bisogno per il suo bambino. Non dovrebbero mai costare la vita a un neonato”, ha detto Crump. Kohen avrebbe compiuto due anni all’inizio di novembre.



