L’ex presidente della Camera annuncia il ritiro dalla vita parlamentare dopo una carriera da protagonista tra la Prima e la Seconda Repubblica.
Roma – Dopo quasi mezzo secolo trascorso tra i banchi di Camera e Senato, Pier Ferdinando Casini ha annunciato ufficialmente che non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche. In una lunga intervista rilasciata a Il Corriere della Sera e in un accorato saluto indirizzato ai cittadini bolognesi attraverso le pagine del Quotidiano Nazionale (QN), lo storico esponente politico ha spiegato le motivazioni di una scelta definita come un passaggio inevitabile quanto complesso.
Entrato in Parlamento nel 1983, con all’attivo due mandati a Strasburgo e la presidenza della Camera dei Deputati dal 2001 al 2005, Casini ha sottolineato come la parte più difficile della vita pubblica sia proprio individuare il momento opportuno per fare un passo indietro. Alla vigilia di un nuovo percorso elettorale, l’ex leader dell’UDC ritiene doveroso cedere il passo a nuove personalità che siano maggiormente in sintonia con le attuali dinamiche dei partiti e delle coalizioni, concludendo così un percorso che negli ultimi dieci anni lo ha visto impegnato come senatore indipendente sostenuto dal centrosinistra.
Ripercorrendo oltre quattro decenni di attività politica, Casini ha condiviso ricordi e giudizi sui grandi protagonisti della storia repubblicana. Ha indicato come giorno più emozionante della sua carriera la visita di Papa Giovanni Paolo II a Montecitorio durante la sua presidenza, definendo l’incontro con il pontefice un momento di profonda intensità spirituale e personale. Ricordando i colleghi e i leader del passato, ha descritto Silvio Berlusconi come la figura più carismatica, Gianfranco Fini come il politico più sottovalutato della Seconda Repubblica, evidenziando come, senza la svolta di Fiuggi, non ci sarebbe la destra di governo attuale, e Amintore Fanfani come il più grande esponente della Democrazia Cristiana.
Analizzando lo scenario politico contemporaneo, lo storico parlamentare ha espresso il proprio parere sulle principali figure di governo e di opposizione. Di Giorgia Meloni ha elogiato la notevole consistenza dimostrata nel sostenere la guida della coalizione, pur rilevando un rischio di eccessiva ostinazione. Parallelamente, ha invitato a non sottovalutare Elly Schlein, sottolineandone la determinazione e la capacità di intercettare l’elettorato giovanile distante dalla politica tradizionale.
Concludendo il suo messaggio d’addio, Casini ha rivolto un pensiero affettuoso alla città di Bologna e a tutti i cittadini che gli hanno rinnovato la fiducia per decenni. Pur lasciando l’aula di Palazzo Madama, ha assicurato che la passione per la politica rimarrà immutata, rivendicando con orgoglio di aver sempre cercato di guidare il proprio operato secondo i principi di responsabilità e onestà trasmessigli dalla famiglia.



