Azzannata alla testa da un Amstaff mentre beve il caffè al bar

L’aggressione choc in pieno centro a Padova, davanti a un gruppo di studentesse. La vittima: “Tremo ancora, ho paura di uscire di casa”.

Padova – Un caffè al tavolino prima di salire in studio, come ogni mattina. Poi, nel giro di pochi secondi, l’incubo: una morsa feroce che le serra la testa, il dolore lancinante, le urla delle ragazze sedute lì accanto. È quanto ha vissuto una nota professionista padovana, finita al pronto soccorso con il cuoio capelluto lacerato e intere ciocche di capelli strappate dopo essere stata azzannata da un cane Amstaff all’ora della colazione, lunedì 12 ottobre, nel cuore del centro storico della città.

L’aggressione si è consumata intorno alle 9.30, nel dehors del bar “Pollini Due”, all’angolo tra riviera dei Ponti Romani e via Cesare Battisti, a pochi passi dal Bo, la sede storica dell’ateneo patavino. La donna si era seduta al tavolino, in posizione defilata, quando il possente American Staffordshire Terrier le è balzato addosso all’improvviso, approfittando – secondo il suo racconto – di un attimo di distrazione della dog sitter, troppo esile per riuscire a governare un molosso di quella stazza. Un guinzaglio troppo lungo, l’assenza di museruola, e tutto si è compiuto in pochi istanti.

“Mi sembrava di avere la testa infilata in una morsa“, ha ricordato la vittima, la voce ancora incrinata dal terrore. Quel cane lo conosceva fin troppo bene: il proprietario ha l’ufficio nello stesso palazzo dove lei ha lo studio, e già in passato l’animale l’avrebbe “puntata” nell’androne, limitandosi a ringhiare. Non solo: l’Amstaff sarebbe noto nella zona per aver aggredito altri cani, e girerebbe spesso agitato e senza protezioni.

A rendere ancora più amara la vicenda, l’atteggiamento di chi avrebbe dovuto tenere a bada l’animale. Dopo essere riuscita a liberare la donna dalla presa, la dog sitter – anziché prestarle soccorso – si sarebbe dileguata, minimizzando il tutto con una frase che suona come una beffa: «Stava solo giocando».

Trasportata al pronto soccorso di Padova, la professionista è stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi e una terapia a base di antibiotici. Ha presentato subito denuncia attraverso il personale sanitario, che ha segnalato l’episodio all’Ulss veterinaria (Usl 6 Euganea): ora i veterinari dovranno valutare come trattare l’animale, dopo aver sentito anche il padrone.

La donna, inoltre, è pronta a muovere causa civile, forte della testimonianza delle studentesse che hanno assistito alla scena. Il barista del locale, dal canto suo, ha allargato le braccia: “Quel cane lo conosciamo bene, passa spesso davanti alle nostre vetrine, ma non aveva mai creato problemi“.

A tormentarla, più delle ferite, resta la paura. “Tremo ancora, lo choc non mi è passato – ha confidato –. Uscire di casa o tornare al bar per me è diventato difficile”. E un pensiero la gela più di ogni altro: se quella mattina, al suo posto, ci fosse stato un bambino o un anziano, sarebbe potuta finire nel peggiore dei modi.