Lavorare in relax fa bene alla salute

Lavoro e vacanze, l’ultima trovata che supera lo smart-working tradizionale. Il nuovo trend di chiama Workation, da work-lavoro e vacation-vacanza. Funzionerà?

La tecnologia, com’è noto, ha rivoluzionato il mercato del lavoro, per cui non è più una sorpresa lavorare a distanza con un computer, in qualsiasi area del mondo. Situazione che, fino a qualche decennio fa, sarebbe appartenuta solo alla fantascienza.

Invece oggi è realtà. Il fenomeno si è talmente sviluppato che ora viene prospettato un nuovo trend: il Workation. Non è una cattiva parola ma la crasi tra due termini inglesi work (lavoro) e vacation (vacanza). Non poteva essere altrimenti visto il colonialismo della lingua inglese che si subisce da mane a sera.

La novità di questa nuova tendenza è che, rispetto ad altre offerte simili, si può lavorare dal luogo di vacanza per un periodo stabilito. Secondo il l’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, un’indagine periodica realizzata da EY (Ernst & Young, network mondiale di servizi professionali) che analizza i trend, le abitudini e le aspettative future dei viaggiatori europei per motivi di vacanza e lavoro, sono molte le persone interessate al fenomeno.

Il 50% dei turisti europei desidera coniugare lavoro e vacanza da qui a qualche anno. I giovani sono i più elettrizzati dall’idea, oltre il 70% della GenZ, mentre solo, si fa per dire, il 63% dei Millennials. Per la cronaca i primi sono i nati nella seconda metà degli anni ’90 e nel primo decennio del nuovo millennio. I secondi sono nati tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

Le percentuali sono diverse da Paese a Paese ma in linea di massima la Workation è la più preferita, seguita dal Bleisur travel, ossia il viaggio di affari e di piacere. Nell’uno e nell’altro caso, comunque, a primeggiare è il desiderio di momenti di relax.

Sono avvantaggiati, ovviamente, tutti i professionisti che possono esercitare la propria professione a distanza, con un pc e una buona connessione a internet. Per concretizzare l’idea l’aspetto primario riguarda l’organizzazione del lavoro che occupa il primo posto nella scala delle richieste.

Accertarsi della buona connessione alla rete, sia nelle parti comuni che in quelle private. Inoltre anche avere spazi confortevoli con una buona illuminazione e insonorizzazione aiuta a rendere attuabile l’idea. Così come la gestione del relax. La figura di questo nuovo tipo di lavoratori/vacanzieri è ben vista dai proprietari di hotel.

Infatti non sono legati a periodi di ferie prestabilite e, quindi, possono trattenersi in diversi periodi dell’anno. Cavalcando l’onda della domanda sono state offerti pacchetti mirati per questi clienti, incentrati sull’arte del ricevere, del bon ton e dell’accoglienza calorosa ma raffinata.

Una miscela per soddisfare sia i servizi lavorativi che quelli di riposo. Si organizzano cerimonie per i professionisti o momenti di incontro utili per il marketing. In questa nuova visione diventano importanti le prestazioni e funzioni che si aggiungono al servizio principale per supportarlo e migliorarlo.

Rientrano in questa fattispecie massaggi rilassanti percorsi di degustazione o la vicinanza a parchi e attrazioni naturali e turistiche dove poter trascorrere qualche ora di riposo. Ora sul web e sui canali social si è scatenata una sorta di lotta per la promozione e presentazione dell’offerta più seducente e allettante per attrarre potenziali clienti.

Il Workation non vale per tutti i lavori ma è l’ideale per chi usa solo il Pc

Vengono evidenziati i pareri, positivi e soddisfatti, di chi ha apprezzato questi servizi, a conferma per l’ennesima volta, che il marketing si basa molto sull’approvazione del pubblico. Non poteva mancare, poi, la presenza dell’ultimo protagonista dei social, l’influencer, per attrarre il pubblico più giovane molto attento alle strutture per il lavoro a distanza.

D’altronde in questa fetta di mercato rientrano gli stessi influencer che ne promuovono le mirabilie. Il flusso del processo sociale sta andando in questa direzione e da quando c’è la tecnologia con la sua pervasiva presenza, coi suoi aspetti di irrimediabilità e irriducibilità, non c’è altro da fare che accettarla nella migliore delle ipotesi e subirla nella peggiore.

Si può solo osservare, almeno come si è sviluppata la società fino ad ora, che mettere insieme lavoro e vacanza è come fare andare d’accordo il diavolo e l’acqua santa. Una sorta di ossimoro che cerca di accorpare due termini in forte antitesi tra loro.

A quando pare la tecnologia può fare questo ed altro.