In ferie meglio con cane e gatto

In Italia ci sono circa 25,5 milioni di animali domestici che vivono in famiglia secondo l’Istat mentre la denatalità impazza: nel 2025 soltanto 355mila nuovi bimbi.

I nostri cari amici a 4 zampe, cani e gatti, in vacanza, sono stati più numerosi dei bambini. La tendenza si è così diffusa che ci sono molte offerte proprio per chi in ferie ci va accompagnato dagli animali domestici.

Infatti molte strutture ricettive stanno adeguando i servizi alla nuova domanda anche perché, spesso, chi porta il proprio cane e/o gatto in ferie con sé ha il portafoglio rigonfio. Quindi un business non di poco conto.

Attualmente secondo JFC Tourism & Management (agenzia italiana di consulenza, marketing turistico e ricerche di mercato) il giro d’affari è di 9,56 miliardi di euro, ma potrebbe arrivare a 15,8 miliardi nel giro di poco tempo.

L’amico a 4 zampe costa eccome! Si stima che ogni giorno la spesa, per ogni animale, si aggiri sui 22,20 euro, frutto di extra dovuti alle strutture, attrezzature da viaggio, vitto e aree esclusive. A conferma della trasformazione in atto nei comportamenti degli italiani.

Prima, quando si andava in vacanza, la priorità erano i figli, oggi gli animali domestici. Si fanno meno figli, ma nelle case ci sono più cani e/o gatti. Quest’anno, secondo le stime, le famiglie in vacanza col proprio amico a 4 zampe pare siano state circa 4 milioni, con 73 milioni di soggiorni notturni e una sosta di almeno 12,1 notti.

Cifre che dimostrano che non si tratta di episodici fine settimana ma di vere e proprie ferie. Le strutture ricettive, finora, hanno offerto molti servizi per le famiglie con bambini: miniclub, menù adeguati, animazioni per i piccini, camere idonee anche per neonati.

Questo perché la domanda era molto alta, il giro d’affari pure e l’offerta non poteva che adeguarsi. Con la trasformazione in corso del paradigma culturale del vacanziere, negli ultimi 10 anni l’offerta del mercato per la “cura degli animali domestici” è molto cresciuta.

L’espressione indica l’insieme di attenzioni, pratiche e servizi dedicati al benessere psicofisico di cani, gatti e altri animali da compagnia. Nel pacchetto rientrano: cibo, assicurazioni veterinarie e servizi di assistenza. Secondo lo studio di JFC, il turismo per animali sembra procedere a passo lento, non avendo, forse, recepito appieno il suo potenziale.

Infatti l’offerta è ancora circoscritta e, a volte, secondaria. I dati sembrano confermare questa constatazione. L’89,3% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di riscontrare problemi nell’organizzare una vacanza con animale, mentre il 10,7% non ne ha dovuto affrontare nessuno. Le mete preferite sono le aree di montagna, scelte dal 35,4% dei turisti con animali.

Il mare sarebbe l’optimum ma non come una volta, perché molte località non sono attrezzate per gli animali. Le regioni più adeguate alle richieste sono Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Toscana. Oltre confine gli Stati con più appeal nel settore sono Francia, Spagna e Germania.

Più cani e gatti, meno bimbi

Ora se la domanda di accoglienza per le vacanze degli amici a 4 zampe è in crescita, le regole dell’economia ci suggeriscono che immediatamente si forma un’offerta ad hoc. Il punto non è questo. D’altronde viviamo in un’economia di mercato, un sistema economico in cui le decisioni su produzione, prezzi, investimenti e distribuzione dei beni vengono guidate dai segnali proprio della domanda e dell’offerta.

Il boom della “vacanza con animali” (altrimenti detta “pet-friendly vacation” perché fa più fino) si è verificato quando si stava diffondendo la denatalità. Non avendo figli in vacanza ci si porta l’amico a 4 zampe. Una sorta di sostituzione, chiamiamola cosi.

Anche perché in Italia ci sono circa 25,5 milioni di animali domestici che vivono nelle famiglie secondo l’Istat, mentre le stime di settore più ampie (come il rapporto ASSALCO, l’Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) arrivano a contare oltre 53 milioni di esemplari includendo pesci, uccelli e altri piccoli animali.

Mentre i bambini e gli adolescenti in Italia sono circa 9,8 milioni secondo i dati demografici generali. Nel corso del 2025 sono nati circa 355.000 nuovi bambini, segnando un minimo storico. Esiste qualche nesso tra denatalità e aumento degli animali domestici e quindi delle relative vacanze?

Chissà, qualche interrogativo sarebbe opportuno porselo.