“Il tempo è scaduto, vi uccido”: il terrore scritto sul muro di casa

Un uomo di 44 anni, che perseguitava l’ex moglie da mesi tra botte e minacce, è stato arrestato dopo che aveva devastato l’appartamento dove lei vive con i due figli.

Napoli – Ci sono minacce che non hanno bisogno di essere urlate per gelare il sangue. Bastano poche parole tracciate sul muro, davanti alla porta di casa, per trasformare un pianerottolo in un incubo: “Il tempo è scaduto, il mio essere ha detto è la vostra fine, vi uccido”. È la frase che una donna di 37 anni ha trovato lo scorso 23 settembre sull’uscio dell’appartamento dove vive con i suoi due bambini, di 13 e 10 anni. L’ultimo, agghiacciante atto di una persecuzione andata avanti per mesi e conclusasi con l’arresto dell’ex marito, un napoletano di 44 anni, per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.

A far scattare le manette sono stati i carabinieri della stazione di San Giovanni a Teduccio, che hanno stretto il cerchio attorno all’uomo dopo l’ennesima, devastante escalation. Il matrimonio, da cui erano nati i due figli, si era logorato negli anni anche a causa della dipendenza dall’alcol dell’uomo, fino alla separazione consensuale sancita dal Tribunale civile di Napoli lo scorso luglio. Una decisione che l’ex marito non ha mai accettato: da lì, secondo il racconto della donna, sono cominciati messaggi e telefonate ossessive, appostamenti e aggressioni verbali, alimentati da una gelosia tanto morbosa quanto infondata.

Il punto di non ritorno è arrivato il 28 agosto. Rientrata dal lavoro, la donna ha trovato l’ex marito in evidente stato di ebbrezza: prima gli insulti, poi la violenza. L’uomo l’ha afferrata per i capelli e colpita con schiaffi al volto e pugni alla testa, costringendola a fuggire. Tornata in serata con i figli, nella speranza che la furia si fosse placata, si è ritrovata davanti a una scena ancora peggiore: mobili distrutti, ante degli armadi divelte e scagliate contro di lei. Al pronto soccorso dell’Ospedale Evangelico Villa Betania i medici hanno refertato “contusioni multiple per aggressione da parte di persona nota”, con una prognosi di due giorni.

Il giorno dopo la prima denuncia, quella che ha fatto scattare la procedura d’urgenza del Codice Rosso. La donna ha ammesso di non aver mai denunciato prima, di aver perdonato per anni offese e minacce “per i figli”. Ma quella firma non ha fermato nulla. Il 31 agosto l’uomo si è presentato sotto la casa del padre di lei, dove si era rifugiata, prendendo a calci e pugni il portone fino a divellerlo. Poche ore dopo, alle 3.30 di notte, è ricomparso davanti alla nuova abitazione della donna, martellando la porta e urlando in dialetto “ti devo sfondare tutto”.

Poi il 14 settembre un nuovo inseguimento per strada, con la 37enne costretta a chiamare il padre perché la scortasse a casa. E infine l’ultimo choc: ieri mattina, rientrata dal lavoro, la donna ha trovato l’appartamento devastato. Mobili in pezzi, il frigorifero rovesciato con il contenuto riverso a terra, tavolo e sedie capovolti e persino una statuetta di Padre Pio ridotta in frantumi. Sconvolta, ha chiamato subito i soccorsi.

Mentre i carabinieri lo cercavano, il 44enne si è presentato spontaneamente in caserma, dove il Gip del Tribunale di Napoli aveva già emesso a suo carico una misura coercitiva. Per lui è scattato l’arresto in flagranza differita per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Ora si trova nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per la donna e i suoi due bambini, forse, l’inizio di una nuova vita senza paura.