Fondi per la ristrutturazione post sisma: sequestro da 356mila euro

Il contributo pubblico è stato concesso per la ricostruzione dopo il terremoto, ma la perizia sui danni ha portato al blocco delle somme.

Napoli – Per delega del Procuratore della Repubblica, nell’ambito di indagini dirette da questo Ufficio – Sezione V Ambiente Edilizia Urbanistica, la Compagnia della Guardia di Finanza di Ischia ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Napoli per un valore di oltre 356.000 euro, nei confronti di due persone ritenute responsabili di indebita percezione di erogazioni pubbliche e falsità ideologica.

Le attività investigative hanno riguardato un compendio immobiliare di carattere storico sito nel Comune di Lacco Ameno, parzialmente danneggiato dal sisma del 21 agosto 2017, per la cui ricostruzione il Commissario straordinario per gli interventi di riparazione, di ricostruzione, di assistenza alla popolazione e di ripresa economica nei territori dell’Isola d’Ischia ha concesso un contributo di 618.000 euro, di cui 347.592 già erogati.

A seguito dell’evento sismico, era stato disposto lo sgombero dell’intero complesso, poi parzialmente revocato nel 2018 in ragione della perizia redatta da un tecnico incaricato dalla proprietà, il quale aveva certificato l’abitabilità di 7 delle 10 unità immobiliari presenti nello stabile.

Nel 2020, in occasione della presentazione della domanda per il finanziamento, lo stesso professionista predispose una nuova perizia, con cui si attestava che i danni avevano colpito tutto il fabbricato, in tal modo giustificando l’inserimento nell’istanza dell’intera superficie, con il conseguente incremento del beneficio pubblico spettante.

All’esito degli accertamenti, si è proceduto a informare la struttura commissariale delle relative risultanze, in modo da sospendere l’erogazione della somma restante, pari a 261.763 euro, ed è stato disposto il vincolo cautelare sulle somme già erogate, dell’ammontare di 356.237 euro.

A tal fine, i finanzieri hanno provveduto al blocco dei saldi dei conti correnti degli indagati – la proprietaria dell’immobile e il tecnico incaricato – nonché, fino a concorrenza del profitto del reato, dello stesso immobile storico oggetto degli interventi.