Allarme bomba a piazzale Michelangelo per un cilindro con fili sospetti lasciato ai piedi della statua. Denunciato un 49enne.
Firenze – C’è chi davanti al David si ferma a fotografare la bellezza, e chi invece decide di piazzargli ai piedi una bombola del gas. È quello che si è trovata davanti, all’alba di lunedì 5 ottobre, un’operatrice ecologica in servizio a piazzale Michelangelo: un cilindro metallico abbandonato sotto la celebre copia in bronzo della statua, sormontato da uno strano oggetto tondeggiante con alcuni fili sporgenti. Troppo, di questi tempi, per far finta di nulla.
La donna, dipendente di Alia Servizi Ambientali, non ci ha pensato due volte e ha composto il 112. In pochi minuti uno dei luoghi più fotografati d’Italia si è trasformato in uno scenario da film: i carabinieri hanno transennato e isolato l’intero piazzale, mentre il traffico di scorrimento su viale dei Colli restava bloccato per ore. È scattato, a tutti gli effetti, il piano antiterrorismo.
Sul posto sono arrivati gli artificieri dell’Arma, che con la loro strumentazione hanno eseguito ricognizioni fotografiche e verifiche sull’oggetto misterioso. Il verdetto, dopo circa due ore di tensione, ha avuto il sapore della beffa: la bombola era completamente vuota, incapace di esplodere, e anche il manufatto che la sormontava si è rivelato del tutto inoffensivo. Nessun ordigno, solo un gran spavento. Il piazzale è così tornato alla normalità.
Ma chi aveva lasciato quel pacco inquietante proprio sotto il simbolo di Firenze? A dare la caccia all’autore ci hanno pensato le telecamere di sorveglianza della zona, che ne hanno immortalato il volto. Gli investigatori hanno identificato un fiorentino di 49 anni, incensurato, e ne hanno perquisito l’abitazione.
Di fronte ai militari, l’uomo ha fornito una spiegazione che definire confusa è un eufemismo: quella bombola, ha sostenuto, non era una minaccia ma un’“opera d’arte”, una sua personale rappresentazione artistica da affiancare al capolavoro di Michelangelo. Un’installazione estemporanea che, evidentemente, nessuno aveva richiesto.
L’estro creativo, però, gli è costato caro: per il 49enne è scattata una denuncia per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Resta un solo dubbio, quello che nessuna perizia potrà sciogliere: perché proprio lì, perché proprio ai piedi del David.



