Storie di sacrifici e maternità negate in un racconto unico

Un percorso espositivo tra foto e testimonianze dirette porta a galla le sofferenze e le violenze vissute ogni giorno dalle lavoratrici.

Corsico (Mi) – Sabato 3 ottobre, al Saloncino “La Pianta” in via G. Leopardi 7 (Corsico), si è registrata una grande affluenza di pubblico in occasione dell’inaugurazione della mostra “Le Madri lontane” presieduto da Stefania Prandi, giornalista, scrittrice e fotografa molto attiva in ambito diritti umani, violenza di genere e sfruttamento sul lavoro. Questo progetto, voluto e realizzato in collaborazione tra le associazioni Ventunesimodonna e Itaca col patrocinio del Comune di Corsico, non è solo un percorso fotografico e narrativo, ma un atto di ascolto profondo. Madri lontane ci porta dentro le storie di donne migranti che diventano testimoni di ciò che spesso rimane invisibile e lontano dal mondo dell’informazione.

Dalle foto e dal libro oggetto della mostra emergono con forza i nodi che segnano la vita di queste donne. Lo sfruttamento lavorativo viene raccontato e vissuto attraverso immagini che testimoniano la presenza di impieghi totalizzanti, malpagati, svolti in condizioni e ritmi che nessun corpo dovrebbe sopportare; la violenza di genere, che può manifestarsi come molestie di varia entità; vessazioni sul luogo di lavoro o come violenza sessuale vera e propria.

Ciò che emerge in mezzo a tutti questi soprusi è una forma di violenza non riconosciuta, e soprattutto non percepita come tale, che si manifesta nella sofferenza profonda di queste donne sradicate dai loro affetti, in quanto costrette ad una “maternità a distanza” quando lasciano i figli nel proprio paese o ad una faticosa conciliazione tra lavoro e cura dei figli quando vivono con loro.

La mostra “Le Madri lontane” sarà visitabile da sabato 4 a sabato 10 ottobre, dalle 15 alle 18, in maniera completamente libera e gratuita.