Prometteva di azzerare ingenti debiti fiscali in cambio di denaro, mostrando falsi tesserini istituzionali: bloccata durante uno scambio.
Roma – Si presentava come “Dirigente Generale dell’Agenzia delle Entrate di Roma”, pur non avendo alcun legame con l’Amministrazione finanziaria dello Stato, e prometteva ai contribuenti la cancellazione di ingenti debiti fiscali in cambio di denaro. La Guardia di Finanza ha individuato e denunciato alla Procura della Repubblica di Roma una donna accusata di truffa e usurpazione di funzioni pubbliche.
L’operazione, condotta dai militari della Compagnia di Monterotondo e coordinata dal Comando provinciale della Guardia di Finanza, ha permesso di individuare uno schema fraudolento attraverso il quale la donna avrebbe cercato di ottenere indebiti vantaggi economici sfruttando la falsa carica istituzionale.
In particolare, la sedicente dirigente proponeva a ignari contribuenti la definizione agevolata e la cancellazione di cartelle esattoriali relative a debiti iscritti a ruolo di importo rilevante. Il tutto veniva presentato come una sorta di rottamazione fiscale, che sarebbe stata possibile soltanto previo pagamento di somme di denaro, attraverso bonifici bancari oppure consegne dirette di contanti.
Per approfondire i dettagli dell’operazione e capire come la donna riuscisse a mettere in atto la truffa, abbiamo intervistato il tenente Fabrizio Daniel Inveninato della Guardia di Finanza di Roma.
Come è riuscita la truffatrice a farsi passare per una dirigente generale dell’Agenzia delle Entrate e a conquistare la fiducia dei contribuenti?
“La donna – spiega Inveninato – utilizzava uno schema particolarmente insidioso, presentandosi come dirigente generale dell’Agenzia delle Entrate di Roma e mostrando tesserini identificativi contraffatti, realizzati con grande cura e completi dei loghi istituzionali dell’Amministrazione finanziaria. Questo le consentiva di accreditarsi come una figura autorevole e di conquistare la fiducia dei potenziali clienti. La platea delle persone avvicinate era molto ampia e non comprendeva soltanto soggetti fragili: la donna si muoveva in diverse zone di Roma, proponendo i propri servizi e sfruttando la falsa carica pubblica per rendere credibili le sue promesse”.
Quante somme di denaro venivano richieste per ottenere la presunta cancellazione delle cartelle esattoriali?
“Le somme richieste variavano in base alla persona individuata e all’entità dei debiti da cancellare – continua il tenente – si andava da poche centinaia di euro fino a cifre decisamente più consistenti. La donna accettava sia pagamenti in contanti, generalmente di importo più contenuto, sia bonifici bancari per somme più elevate. Le richieste venivano quindi calibrate in funzione del singolo contribuente e del potenziale guadagno che la truffatrice poteva ottenere”.
Quali rischi corrono i cittadini che si affidano a soggetti che promettono di cancellare i debiti fiscali al di fuori delle procedure ufficiali?
“L’Agenzia delle Entrate utilizza esclusivamente canali istituzionali per comunicare con i cittadini. Non esistono contatti diretti porta a porta da parte di dirigenti o funzionari che propongono la cancellazione delle cartelle esattoriali in cambio di denaro. Le comunicazioni ufficiali avvengono attraverso strumenti tracciabili, come la posta elettronica certificata (PEC) o le raccomandate. L’Amministrazione finanziaria – conclude Fabrizio Daniel Inveninato – presta particolare attenzione alle modalità di comunicazione con i contribuenti. È quindi fondamentale diffidare da chiunque si presenti direttamente a casa o chieda pagamenti in denaro promettendo agevolazioni fiscali: un dirigente generale che gira porta a porta per riscuotere o cancellare cartelle esattoriali semplicemente non esiste”.
L’intervento delle Fiamme Gialle è scattato in flagranza nei pressi di un esercizio pubblico a Castelverde. I militari sono intervenuti proprio durante uno scambio di denaro, bloccando la donna e interrompendo così un ulteriore tentativo di truffa ai danni di una vittima.
Le successive perquisizioni e ispezioni effettuate sul posto hanno consentito di recuperare e sottoporre a sequestro probatorio diverse copie di un tesserino identificativo contraffatto, realizzato con loghi istituzionali falsificati. Sequestrata anche una somma di denaro contante che la vittima aveva temporaneamente consegnato alla donna per coprire le presunte spese procedurali dell’operazione.
La donna è stata infine denunciata alla Procura della Repubblica di Roma per le ipotesi di reato di truffa e usurpazione di funzioni pubbliche.



