Attira un 13enne nel bagno di un bar e lo violenta: orco in manette

Dopo l’allarme lanciato da un cliente, i genitori del piccolo hanno sfondato la porta. Arrestato un 40enne con precedenti.

Padova – Una gentilezza di troppo, la promessa sussurrata di “qualcosa”, poi l’incubo dietro la porta chiusa a chiave di un bagno. È l’orrore che ha travolto un ragazzino di appena 13 anni a Padova, violentato nei servizi igienici del bar gestito dai suoi stessi genitori, mentre a pochi metri di distanza mamma e papà servivano i clienti al bancone. Un dramma consumato nel giro di pochi minuti, giovedì sera, e interrotto soltanto grazie all’intuito di un avventore e alla corsa disperata di una famiglia che ha sfondato quella porta per strappare il figlio dalle mani del suo aguzzino.

I fatti risalgono alle 20 di giovedì 15 ottobre. Un cliente del locale nota il ragazzino intrattenersi in una breve conversazione con un uomo adulto, straniero, in apparenza gentile. Poco dopo si accorge che il 13enne è sparito dalla sala e lancia l’allarme ai genitori, impegnati dietro al bancone a servire gli avventori.

I tre si precipitano verso i servizi igienici. Una porta è bloccata dall’interno. Non ci pensano due volte: la sfondano e si trovano davanti una scena agghiacciante, l’uomo sorpreso in chiari atteggiamenti sessuali sul bambino.

Sul posto piombano le Volanti e la Squadra Mobile della Questura di Padova. Per il ragazzino, in evidente stato di shock, viene richiesto l’intervento del 118. Le testimonianze dei presenti e soprattutto le immagini della videosorveglianza interna consentono agli investigatori di ricostruire in poche ore l’intera vicenda.

Secondo quanto emerso, il minore – di origine cinese – aveva seguito l’uomo in bagno dietro la promessa di qualcosa. Lì sarebbe scattata la trappola: la porta chiusa a chiave, il terrore, la violenza. Sul pavimento gli agenti hanno trovato anche tracce di una polvere bianca, risultata essere cocaina, su cui sono in corso ulteriori accertamenti.

L’aggressore, un 40enne di origine pakistana regolarmente presente in Italia e residente in Emilia-Romagna, è stato arrestato in flagranza di reato per violenza sessuale aggravata. Non è un volto nuovo per le forze dell’ordine: a suo carico figurano precedenti per minacce e per atti contrari alla pubblica decenza. Ora è rinchiuso nel carcere “Due Palazzi” di Padova, a disposizione della Procura.

Il Questore Marco Odorisio ha intanto attivato l’Ufficio Immigrazione per avviare la revoca del permesso di soggiorno. Per la giovanissima vittima, invece, restano le ferite di una notte che nessun bambino dovrebbe mai conoscere.