Abusi su un giovane fedele, don Vito Martinelli sospeso

Il prelato, già guida del Sacro Cuore di Corato, è accusato di violenza sessuale con abuso di autorità. L’arcidiocesi: “Tolleranza zero, vicini alla vittima”.

Corato (Bari) – C’è una comunità intera che oggi si scopre tradita proprio là dove si sentiva al sicuro, tra le mura di una chiesa. Un parroco di 56 anni, don Vito Martinelli, è finito agli arresti domiciliari con un’accusa pesantissima: violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità ai danni di un giovane fedele, un ragazzo che frequentava assiduamente la sua parrocchia. E mentre la macchina della giustizia va avanti, la Chiesa prende le distanze e sospende il sacerdote da ogni incarico.

I fatti contestati risalirebbero a un periodo compreso tra la fine del 2024 e il 2025, quando il religioso era alla guida della chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Corato, nel Barese. La vittima è un giovane, maggiorenne all’epoca dei fatti, legato al parroco da quel rapporto di fiducia e soggezione che rende tutto più difficile da raccontare. Fino a quando non ha trovato il coraggio di presentarsi davanti agli inquirenti e mettere nero su bianco la propria denuncia.

Da lì è partita un’indagine condotta dalla Polizia su delega della Procura di Trani. Gli investigatori hanno raccolto una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo: sono state ascoltate diverse persone a cui la presunta vittima si sarebbe confidata e, secondo quanto trapela, anche le intercettazioni avrebbero portato ulteriori conferme al quadro accusatorio.

Nel luglio del 2025 don Martinelli era stato trasferito alla Chiesa Matrice. Pochi mesi dopo, il 25 novembre 2025, l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo, aveva avviato un’indagine preliminare sul suo operato, seguendo le norme del diritto canonico. Un percorso parallelo a quello della giustizia ordinaria, culminato ora con la misura cautelare.

La reazione della Chiesa locale è stata netta. In una nota, l’arcidiocesi ha espresso “profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati” e ha disposto la sospensione immediata del sacerdote “da ogni incarico pastorale”. Parole di vicinanza e solidarietà sono andate “alla presunta vittima e alla sua famiglia”, insieme alla “piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine”.

“Pur nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – conclude la diocesi – la Chiesa locale ribadisce il proprio fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso”, continuando a lavorare “perché le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri“. Ora la parola passa ai giudici, chiamati a stabilire la verità su una vicenda che ha scosso un’intera comunità.