Giorgia Meloni punta al bis a Palazzo Chigi

Nel nuovo volume firmato da Bruno Vespa, la premier smentisce le mire sulla Presidenza della Repubblica e rivendica un secondo mandato quinquennale.

Roma – Niente manovre per la Presidenza della Repubblica, ma uno sguardo fisso e determinato al secondo mandato alla guida del paese. Giorgia Meloni traccia i contorni della sua visione politica futura all’interno delle pagine di “Storia della Seconda Repubblica”, il volume firmato da Bruno Vespa in uscita per Mondadori-Rai Libri.

La premier sfrutta l’occasione per spazzare via le indiscrezioni sui propri obiettivi personali e per lanciare una dura offensiva contro l’atteggiamento politico del centrosinistra. Nel chiarire le proprie intenzioni, la presidente del Consiglio tiene a ribadire la totale dedizione all’attuale impegno esecutivo. L’obiettivo principale risiede nel completare l’agenda di governo per poi ripresentarsi al giudizio delle urne e chiedere agli elettori italiani un rinnovo della fiducia per un ulteriore quinquennio.

La corsa al Quirinale viene liquidata come una prospettiva del tutto estranea ai progetti correnti. Al contempo, Meloni sottolinea l’assurdità del dibattito, evidenziando come l’eventualità che un profilo proveniente dall’area conservatrice possa un giorno ambire alla massima carica istituzionale non debba essere trattata alla stregua di un’anomalia o di uno scandalo.

L’intervento si trasforma poi in un affondo nei confronti della narrazione proposta dalle forze di opposizione. La presidente del Consiglio contesta ciò che definisce un’intollerabile forma di presunzione culturale, secondo la quale soltanto il centrosinistra avrebbe il diritto o la competenza per esprimere le figure di garanzia dello Stato.

Secondo Meloni, considerare oltre metà del corpo elettorale come una componente marginale o non adatta alle istituzioni è il sintomo di una visione proletaria della democrazia. Le reazioni polemiche che si scatenano ogni volta che si ipotizza una scelta del Capo dello Stato guidata da una maggioranza di centrodestra dimostrano, secondo la premier, la difficoltà della sinistra nell’accettare una piena e pari dignità politica all’interno del panorama nazionale.