Dopo il rogo che ha devastato il deposito, istituzioni e associazioni esprimono solidarietà e chiedono di fare piena luce sull’accaduto.
Reggio Calabria – Un violento incendio ha devastato nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre il deposito dell’azienda Auddino Edilizia, situato lungo la strada provinciale che collega Melicucco a Polistena, nel Reggino. Le fiamme hanno distrutto un capannone di circa mille metri quadrati e alcuni mezzi parcheggiati all’esterno, provocando ingenti danni alla struttura e ai materiali custoditi. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco, impegnate per ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Fortunatamente non si sono registrati feriti. Le cause del rogo sono al vaglio degli investigatori.
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione e numerose reazioni sul territorio. L’Amministrazione comunale di Polistena ha espresso solidarietà ai titolari e ai lavoratori, definendo l’accaduto un grave atto intimidatorio dalle modalità tipicamente mafiose e chiedendo alle forze dell’ordine e alla Magistratura di individuare eventuali responsabili e mandanti.
Parole di vicinanza sono arrivate anche dall’associazione Civicamente Cultura e Solidarietà, attraverso il cofondatore Cesare Laruffa, che ha ricordato il contributo dell’azienda alla comunità, anche attraverso il sostegno al progetto “Polistena Cardioprotetta”. Laruffa ha richiamato l’attenzione sul rischio rappresentato dalla criminalità organizzata, sottolineando che la difesa della legalità è una responsabilità collettiva.
Solidarietà ai proprietari, ai dipendenti e alle loro famiglie è stata espressa anche dal sindaco Michele Conia e dall’Amministrazione comunale di Cinquefrondi. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di fare piena luce sull’accaduto, precisando che, qualora venisse accertata la matrice dolosa, si tratterebbe di un ulteriore attacco al tessuto economico e produttivo della Piana di Gioia Tauro.
Il messaggio che arriva dalle istituzioni e dalle associazioni è condiviso: fare quadrato attorno a chi lavora e investe nel territorio, senza lasciare spazio alla paura e alle intimidazioni. La Piana, viene ribadito, deve restare dalla parte della legalità.



