Ottorighe apre il suo archivio: le notizie diventano una mappa

Una rete interattiva collega articoli, persone, enti e testate: il servizio è gratuito, accessibile dal browser e non richiede registrazione.

Ottorighe, servizio di informazione indipendente sulla giustizia italiana, ha aperto sul proprio sito una mappa navigabile del suo archivio, costruita su un graph database. In fondo a ogni articolo un riquadro porta a una pagina in cui l’articolo è il centro di una rete di relazioni, visualizzate con un grafo: le persone e gli enti citati, le testate da cui proviene la notizia, gli altri articoli collegati, le categorie. Ogni nodo del grafo si può selezionare e diventa il nuovo punto di partenza per consultare l’archivio; un campo di ricerca consente di combinare personaggi, testate, categorie e parole del titolo, e di esplorare collegamenti difficili da ricostruire a mano.

La mappa è pubblica e gratuita, si consulta dal browser senza registrazione e si basa su uno standard internazionale, GQL (ISO/IEC 39075). Ogni collegamento rimanda all’articolo da cui nasce e il grafo si aggiorna ogni mattina.

Per quanto ci risulta, al 27 ottobre 2026 Ottorighe è la prima realtà editoriale italiana a offrire ai lettori, senza registrazione, la consultazione del proprio archivio attraverso un graph database.

Ottorighe ritiene che la consultazione dei contenuti di un sito attraverso un graph database, soprattutto per chi dispone di archivi molto grandi come le maggiori testate italiane, possa diventare un modo nuovo di consultare le notizie: ogni lettore potrebbe ricostruire il proprio percorso e fare le proprie ricerche.

In un periodo in cui il lettore è sommerso dalle notizie, Ottorighe pubblica ogni mattina una newsletter gratuita che racconta in poche righe, e quindi leggibile in pochi secondi, le notizie più importanti sulla giustizia italiana. Ogni mese pubblica anche un Report statistico sulle carceri italiane, con il dettaglio di tutti i 189 istituti e delle 20 Regioni: presenze delle persone detenute, personale di Polizia Penitenziaria e civile, carico di lavoro dei Tribunali di sorveglianza. Il Report ha oltre 240 pagine, si scarica gratuitamente in PDF e i suoi dati sono consultabili sul sito e scaricabili in formato aperto (CSV).

Il grafo è costruito su Ultipa GQLDB (www.ultipa.com), in collaborazione con Ultipa, che sviluppa una piattaforma a grafo usata in ambito industriale e di ricerca. La mappa è pubblica e gratuita: si consulta dal browser, senza registrazione.

Chi legge una notizia si trova spesso davanti a un nome che conosce a metà, a un procedimento di cui non ricorda gli sviluppi, a una vicenda che si intreccia con altre. In fondo a ogni articolo di Ottorighe, il riquadro “Guarda il grafo dei collegamenti” apre una mappa dell’archivio centrata su quell’articolo. Il grafo rende espliciti collegamenti che il lettore dovrebbe altrimenti ricostruire a memoria: chi compare accanto a chi, in quali mesi, attraverso quali testate. Non sostituisce il lavoro redazionale e permette a lettori e giornalisti di individuare collegamenti fra articoli da cui trarre spunto per approfondimenti o per ricerche universitarie. La presenza di due nomi nello stesso articolo indica che sono citati insieme, non che esista fra loro un rapporto.

La mappa è costruita su Ultipa GQLDB, che interroga il grafo con GQL, il linguaggio di interrogazione dei grafi standardizzato nella norma ISO/IEC 39075. Le relazioni fra articoli e personaggi, con una rilevanza da 1 a 5, sono stimate con l’aiuto di un modello linguistico. Un archivio di circa 900 articoli e circa 7.000 relazioni si esplora dal browser senza registrazione. Il grafo viene ricalcolato ogni mattina, subito dopo la pubblicazione delle ultime notizie.

La mappa è libera e senza registrazione. Per chi vuole approfondire, la pagina https://www.ottorighe.it/tecnologia/ spiega come è costruita la mappa. Chi riprende le informazioni è invitato a citare la fonte con l’indirizzo della pagina.

Oltre alla mappa, Ottorighe pubblica ogni mese il Report sulle carceri italiane, che parte da dati ufficiali: il bollettino statistico mensile del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) e le schede di trasparenza del Ministero della giustizia. Un flusso di lavoro n8n acquisisce ogni mese i dati del DAP; programmi automatici li uniscono a quelli delle schede e ricalcolano, istituto per istituto, i posti realmente disponibili e il tasso di affollamento effettivo, per tutti i 189 istituti e le 20 Regioni. I grafici (un andamento su 13 mesi per ogni istituto, più quelli regionali e nazionali) sono generati in automatico da programmi sviluppati con l’assistenza dell’intelligenza artificiale. Il metodo di calcolo è pubblico, con la serie nazionale mensile e un DOI, su GitHub (https://github.com/Ottorighe/dis-metodologia); le pagine di dati sono su https://www/ottorighe.it/carceri/italia/.