La tragedia a due passi da casa, nel Pesarese. A trovarla è stato il figlio. Lo scorso luglio aveva perso il marito.
Pesaro – Ci sono gesti così semplici, ripetuti mille volte, da non lasciare spazio alla paura. Uscire di casa, svuotare la cenere della stufa, rientrare. Un rito quotidiano che per Ilva Matteucci, 78 anni, si è trasformato in una trappola mortale. La donna è precipitata per circa venti metri in un burrone a pochi passi dal casolare in cui viveva, nelle campagne di Borgo Pace, piccolo paese dell’alta Valle del Metauro al confine con la Toscana, lasciando sotto shock un’intera comunità.
Secondo una prima ricostruzione, l’anziana si sarebbe avvicinata al ciglio del dirupo con il contenitore della cenere della sua stufa a pellet e si sarebbe appoggiata a un tratto di staccionata in legno affacciata sul vuoto. Un appoggio che sembrava sicuro, ma quel legno era ormai logoro: un’asse avrebbe ceduto all’improvviso e Ilva, forse sbilanciata anche dal peso del bidone, è finita in fondo alla scarpata insieme al braciere che stava svuotando.
A dare l’allarme è stato il figlio. Rientrato e non trovando la madre in casa, l’ha chiamata più volte senza ricevere risposta. Poi la ricerca nei dintorni, insieme ad alcuni conoscenti, fino alla scoperta più atroce: il corpo della donna, immobile, in fondo al precipizio.
Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 di Urbania, ma per lei non c’era più nulla da fare: fatale il volo e il violento impatto con il terreno. Mobilitati anche i vigili del fuoco di Macerata Feltria, mentre era stato allertato l’elicottero dei pompieri di Arezzo, il Drago 150, prima di scoprire che il fondo del dirupo era raggiungibile da una stradina laterale. La salma è stata trasferita al Pronto soccorso di Urbino e la Procura di Urbino ne ha disposto la restituzione ai familiari. Restano ancora da chiarire con esattezza i contorni della tragedia.
A Borgo Pace, dove tutti conoscono tutti, la notizia ha fatto il giro del paese in pochi minuti. Nella piazza e tra i vicoli la gente si è fermata a ricordare una donna “di vecchio stampo”, buona e gioviale, che nonostante l’età era ancora piena di vitalità e profondamente legata alla sua famiglia.
Una donna che aveva lavorato tutta la vita e che non si era lasciata piegare nemmeno dal lutto più grande: la morte del marito, avvenuta lo scorso 5 luglio. Da allora Ilva aveva trovato la forza di andare avanti, di ricominciare. Senza sapere che il destino l’aspettava proprio lì, sull’orlo di quel burrone, a un passo dalla porta di casa.



