I legali difensori hanno ribadito con forza l’estraneità del loro assistito alle accuse contestate, chiedendone l’immediata scarcerazione.
Milano – Si è svolto nel carcere milanese di San Vittore l’interrogatorio di garanzia di Youssef Siher, presunto creatore dei canali social legati al “Movimento 17 ottobre”. Davanti alla Gip del tribunale di Milano, Tiziana Landoni, l’indagato ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Al termine dell’udienza, i legali difensori di Siher, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, hanno ribadito con forza l’estraneità del loro assistito alle accuse contestate, definendolo tranquillo e in buone condizioni. La difesa ha smontato l’impianto accusatorio sostenendo che non sussista alcuna condotta di tipo istigatorio alle violenze, né elementi che possano far ipotizzare reati legati al terrorismo o altre fattispecie penali.
Secondo i legali, che hanno richiesto l’immediata remissione in libertà del proprio assistito, difettano tutti i presupposti per la custodia in carcere: a loro avviso non vi sarebbero né il pericolo di fuga, né gravi indizi di colpevolezza, né tantomeno esigenze cautelari che giustifichino la misura restrittiva. Pur dicendosi non sorpresi dalla vicenda in considerazione del clima politico generale, gli avvocati hanno contestato formalmente le imputazioni sotto il profilo strettamente giuridico, insistendo sul fatto che il loro assistito non abbia commesso alcun illecito.



