Trovata una testa di gatto mozzata: l’incubo dei mici neri spariti

La macabra scoperta a due passi dal convento dei frati. La denuncia è partita da una 67enne, secondo cui gli animali sono stati sacrificati per strani riti.

Rimini – C’è un’ombra inquietante che si allunga su Villa Verucchio, dove da mesi i gatti svaniscono nel nulla senza lasciare traccia. Un mistero che la sera del 7 ottobre ha assunto i contorni dell’incubo, quando una donna di 67 anni, residente nella frazione dell’entroterra riminese, si è trovata davanti a una scena raccapricciante: la testa di un gatto, mozzata di netto, con uno strano gancio che pendeva dal muso. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi del convento dei frati e ha spinto la donna a rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia.

A rendere ancora più amara la vicenda è la storia di quel micio. L’animale era sparito da casa appena pochi giorni prima e la sua proprietaria lo aveva cercato ovunque, invano, affidando la speranza di ritrovarlo anche a una serie di annunci di smarrimento sui social. Un appello rimasto senza risposta, fino al macabro epilogo.

Ma per la 67enne quel gatto non è un caso isolato. “Purtroppo non è l’unico sparito in circostanze misteriose a Verucchio negli ultimi tempi”, racconta a Il Resto del Carlino. Basta scorrere le pagine social più frequentate dai verucchiesi per accorgersene: gli avvisi di animali scomparsi si moltiplicano. Un fenomeno che la donna, che in casa ha diversi gatti, conosce fin troppo bene: “Dal 2024 me ne sono spariti già 8. E in molti casi le sparizioni sono avvenute proprio in questo periodo”. E c’è un dettaglio che fa venire i brividi: “Molti dei gatti che non hanno più fatto ritorno a casa erano neri”.

È proprio questo particolare, insieme al gancio trovato sulla testa dell’animale, ad alimentare il sospetto più cupo. La donna teme che i mici siano stati “presi e poi sacrificati per strani riti“. “Non ho la minima idea di chi possa essere stato – confida – ma queste sparizioni non sembrano affatto episodiche. Temo che possano essere collegate tra loro e che dietro ci sia la mano di una setta o di una persona disturbata che odia gli animali”.

Per ora restano ipotesi, sospetti ancora tutti da verificare. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per fare luce sul ritrovamento e capire se esista davvero un filo che lega le sparizioni. Se la pista dell’uccisione volontaria trovasse conferma, per il responsabile scatterebbe il reato di uccisione di animali, che dopo la stretta del 2025 prevede fino a tre anni di reclusione e multe fino a 30mila euro. Intanto, a Villa Verucchio, chi ha un gatto lo guarda uscire di casa con il fiato sospeso, sperando di vederlo tornare.