Ucciso a coltellate in un parco: caccia al killer

La vittima, un ragazzo poco più che ventenne, è morta poco dopo in ospedale. Un testimone ha visto l’assassino fuggire di corsa.

Torino – Il buio stava appena calando sui viali di Parco Dora quando una lama ha spezzato la vita di un ragazzo poco più che ventenne, lasciandolo a terra in una pozza di sangue, accanto al monopattino elettrico su cui, forse, stava attraversando il parco. È successo intorno alle 18.30 di venerdì 23 ottobre, nel grande polmone verde nato sulle ceneri delle ex aree industriali alla periferia di Torino, dove adesso è scattata la caccia a un assassino che è riuscito a dileguarsi nel nulla.

A dare l’allarme è stato un residente della zona, testimone involontario di alcuni istanti del delitto: ha visto una persona allontanarsi di corsa e ha subito composto il 112. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, la scena era drammatica. Il giovane giaceva al suolo con una profonda ferita all’addome, circondato da una grande chiazza di sangue.

Una corsa disperata verso l’ospedale, i tentativi dei medici di strapparlo alla morte, poi la resa: il ragazzo è deceduto poco dopo il ricovero. Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile della Questura di Torino e della polizia scientifica, che hanno passato al setaccio l’area a caccia di ogni minima traccia.

Gli investigatori stanno ora esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza del quartiere, nella speranza che qualche fotogramma restituisca il volto o la direzione di fuga del killer. Sulla vicenda le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo: l’identità della vittima non è stata ancora resa nota. Resta il mistero più grande, quello del movente.

Al momento non sono emersi elementi ufficiali su cosa abbia scatenato una violenza così cieca. Secondo quanto riporta la stampa locale, però, tra le ipotesi al vaglio la più accreditata porterebbe a questioni legate alla droga. Una pista ancora tutta da verificare, che gli inquirenti non confermano. Ciò che resta, per ora, è l’immagine di quel monopattino abbandonato sull’erba e di una vita spezzata a vent’anni in pochi, fatali secondi. E un assassino ancora libero, inghiottito dal buio di un parco che, al calar della sera, si è trasformato nel teatro di un omicidio senza ancora un perché.