Cede la ringhiera del balcone e precipita, morto un 50enne

L’uomo si era seduto fuori dopo una cena con gli amici. Nessuno ha visto la caduta: i carabinieri indagano sul parapetto sfondato.

Brescia – Una serata tranquilla, una cena in casa con gli amici, le chiacchiere e le risate. Poi quella sedia sul balcone, qualche minuto d’aria fresca e un boato che squarcia il silenzio di un sabato sera d’ottobre. Roncadelle piange Sergio Martini, 50 anni, morto all’ospedale Civile di Brescia dopo quasi due settimane di agonia: la ringhiera di casa, in via Castello, ha ceduto all’improvviso trascinandolo nel vuoto. Lascia la moglie Michela e due figli di 22 e 15 anni.

Era la sera di sabato 10 ottobre, poco prima delle 23. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Brescia, Sergio era uscito sul balcone e si era seduto su una sedia. Poi il dramma: il parapetto in metallo è stato trovato sfondato verso l’esterno. Un volo di oltre quattro metri, a testa in giù: l’uomo ha urtato una tettoia sottostante per poi finire sul balcone del piano inferiore.

Il fragore ha richiamato in strada decine di vicini spaventati. I sanitari del 118 lo hanno stabilizzato e trasportato d’urgenza al Civile, dove è stato ricoverato in terapia intensiva con un gravissimo trauma cranico e lesioni interne. I medici hanno tentato il tutto per tutto con un delicato intervento chirurgico, ma dopo giorni di lotta Sergio non ce l’ha fatta.

A rendere ancora più amaro il lutto è il mistero su quegli istanti fatali: nessuno ha visto la caduta. Lo hanno voluto precisare familiari e amici in una nota inviata a BresciaToday: “L’uomo era tranquillamente seduto su una sedia in balcone, ma nessuno ha assistito in prima persona alla dinamica dell’incidente. Nessuno lo ha visto appoggiarsi alla ringhiera e, al momento, non è possibile stabilire con certezza cosa sia realmente accaduto”.

Ora le indagini dovranno chiarire perché quella ringhiera abbia ceduto: un cedimento strutturale delle protezioni o una perdita di equilibrio, anche se la pista principale resta quella del tragico incidente domestico. Intanto il paese si stringe attorno alla famiglia. “Sergio era una persona davvero simpatica, di compagnia, capace di stare con gli altri grazie al suo spirito”, lo ricorda un’amica a Il Giornale di Brescia.

“Un papà presente, attento e sempre vicino ai figli”. Sergio e Michela avevano scelto Roncadelle per costruire la loro vita, diventando parte della comunità. “Non ci sono parole – commenta il sindaco Roberto Groppelli –. È una di quelle tragedie inspiegabili che non vorremmo mai sentire”. La veglia di preghiera si terrà sabato 24 ottobre alle 18 alla Casa funeraria Colombi di Torbole Casaglia, mentre i funerali saranno celebrati lunedì 26 ottobre alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Roncadelle.