Alle 3 lancette indietro di 60 minuti. L’ora legale ci ha fatto risparmiare 90 milioni, alla Camera spunta la risoluzione per renderla eterna. Ma l’ultima parola spetta all’Europa.
Roma – Un’ora di sonno in più, sessanta minuti di luce in meno al tramonto. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette andranno spostate indietro alle 2 e la notte durerà 25 ore. Un rito che si ripete identico da decenni, ma che questa volta potrebbe avere i giorni contati. Perché mentre gli italiani si preparano a regolare sveglie e forni, alla Camera è sul tavolo una risoluzione che punta a rendere l’ora legale permanente.
Smartphone e computer faranno tutto da soli, mentre toccherà intervenire a mano su orologi analogici ed elettrodomestici. La regola è sempre la stessa: a ottobre si va indietro, a marzo avanti. L’ora legale tornerà nella notte tra il 27 e il 28 marzo 2027.
Il bilancio dei sette mesi appena chiusi lo ha tracciato Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale: 300 milioni di kilowattora risparmiati, pari al fabbisogno annuo di circa 115 mila famiglie, oltre 90 milioni di euro rimasti nelle tasche degli italiani e circa 140 mila tonnellate di CO2 in meno. Dal 2004 a oggi il conto supera i 2,4 miliardi di euro. Cifre che fanno effetto, ma che vanno pesate: il risparmio vale appena lo 0,10% del fabbisogno nazionale e si è dimezzato rispetto al 2003, quando sfiorava i 600 milioni di kWh, complici lampadine sempre più efficienti.
È qui che si accende la battaglia politica. Il 1° ottobre la commissione Attività produttive della Camera ha chiuso all’unanimità l’indagine conoscitiva sul cambio d’ora, suggerendo di superare il doppio passaggio annuale. Il 15 ottobre il deputato leghista Andrea Barabotti ha illustrato una risoluzione che impegnerebbe il governo a spingere in Europa per l’ora legale permanente. Tenerla anche d’inverno farebbe risparmiare altri 160 milioni di kWh l’anno, portando il beneficio complessivo a circa 120 milioni di euro.

A sostenere la campagna “Un’ora sola la vorrei” sono Consumerismo No Profit e la Società italiana di medicina ambientale, con una petizione da quasi 360mila firme. Ma non è tutto oro. Con l’ora legale tutto l’anno, a dicembre il sole sorgerebbe alle 8.34 a Roma e alle 9 a Milano: studenti e lavoratori uscirebbero di casa al buio. Per questo molti specialisti del sonno preferiscono la strada opposta, l‘ora solare permanente, più vicina ai ritmi biologici.
E poi c’è Bruxelles. La Commissione europea propose l’abolizione nel 2018, il Parlamento europeo disse sì nel 2019, ma il dossier si è arenato nel Consiglio Ue, dove i governi non trovano un accordo. Un nuovo studio è atteso entro fine anno. Fino ad allora l’Italia non può fare da sola, pena un’Europa con gli orari a macchia di leopardo. E stanotte, ancora una volta, si torna indietro di un’ora.



