Secondo i geologi il fenomeno riguarda l’Appennino la cui crosta si sta staccando da quella soprastante per inabissarsi nello strato intermedio dirigendosi verso l’Adriatico.
L’Italia sta crepando. L’espressione potrebbe richiamare alla mente il titolo di un film western “Se il mondo intorno crepa” un mediometraggio del 2014 diretto e interpretato da Stefano Jacurti ed Emiliano Ferrera, girato tra i suggestivi paesaggi montani di Campo Imperatore e Campo Felice in Abruzzo.
In realtà l’assonanza è puramente linguistica perché la crepa di cui si parla è quella che si sta schiudendo nella crosta terreste dell’Italia. Secondo i geologi il fenomeno riguarda l’Appennino la cui crosta si sta staccando da quella soprastante per inabissarsi nello strato intermedio dirigendosi verso l’Adriatico.
Il fenomeno produce uno sviluppo bislacco della dorsale appenninica: nel mezzo si espande, nella parte orientale si comprime. Queste considerazioni sono il risultato di uno studio del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e del CNR-GEO, con la collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma, di Pisa, Palermo, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Institute of Marine Sciences di Barcellona.
La ricerca si basa su quella che gli esperti definiscono “delaminazione”, un processo geodinamico in cui la parte inferiore della crosta terrestre si distacca per sprofondare nella parte sottostante separandosi dagli altri strati. E’ emersa un’antinomia dell’Appennino: il massiccio montuoso si estende attorno alle cime, mentre la parte che fa l’occhiolino all’Adriatico viene schiacciata.
E’ come se si seguisse un andamento sinusoidale: alcune parti si issano, altre si riducono. Lo stesso ondeggiamento viene compiuto dai terremoti. Gli esperti sostengono che quest’apertura nel mezzo è un’anomalia fuori dal comune. L’espandersi delle… crepe hanno raggiunto la cifra di 4 millimetri annui, compensati in parte dai 2 millimetri di diminuzione sulla parte esterna.
Un’alterazione del processo naturale che gli autori dello studio, mostrando una certa creatività, hanno definito “a fisarmonica”, il cui movimento si basa sull’azionamento del mantice (o soffietto) tramite il braccio e la mano sinistra, il quale spinge o aspira l’aria attraverso le ance per produrre il suono. Ma è pericolosa questa vistosa “crepa”?
Non proprio, meglio non preoccuparsi più di tanto, perché riguarda il calendario geologico, che ha altri tempi rispetto a quello umano. Pochi millimetri all’anno, pur essendo un’anomalia, non produrranno nessuno squarcio consistente.

La fessura apertasi continuerà il suo vagabondare su e giù per le catene montuose per poi tuffarsi nell’Adriatico, accompagnata dalla parte della crosta che si è estesa e da quella schiacciata. A lungo andare le zone terrestri che oggi aumentano faranno una sorta di cambio turno con quelle che si riducono.
Per quanto riguarda i terremoti lo studio compiuto e il relativo modello non offrono elementi adatti alla previsione dei singoli eventi sismici, ma danno un quadro complessivo sulla loro minaccia futura. Tanto rumore per nulla, dunque, tanto per parafrasare il titolo di una famosa commedia scritta dal drammaturgo inglese William Shakespeare?
Di sicuro il cittadino comune, viste le non brillanti circostanze socioeconomiche in cui vive, è portato a guardare all’oggi, il domani già è lontano perché non sa se ci arriva, resta un po’ basito di fronte a notizie di questo tipo. “Se il pericolo non è immediato, chissenefrega” è il pensiero che gli balena in testa. Una parte di verità c’è in quest’affermazione, che potrebbe sembrare una forma di cinismo.
Tuttavia studi di questo tipo accrescono il bagaglio di conoscenza sulla storia geologica e sulla struttura della crosta terrestre del nostro Paese. Piuttosto, la formazione di una “crepa” può rappresentare l’immagine perfetta del “sistema” Italia, per segnalare la crisi che stiamo attraversando e il deterioramento dei rapporti interpersonali e collettivi.
Indica, inoltre, la formazione di una falla pericolosa, un segno di decadenza che non produrrà effetti benefici.


