Il sacerdote 53enne si è allontanato da Tor Vergata il 14 ottobre. Scatta l’appello dei volontari: ecco com’era vestito.
Roma – Da più di 72 ore un’intera comunità religiosa trattiene il fiato, sospesa nell’angoscia di chi aspetta una telefonata che non arriva. Don Iosif Farcas, sacerdote di 53 anni, è sparito nel nulla lo scorso mercoledì 14 ottobre, quando si è allontanato all’improvviso dall’ospedale Tor Vergata di Roma. Da quel momento di lui si sono perse completamente le tracce: nessun messaggio, nessuna destinazione, nessuna spiegazione.
Un vuoto improvviso che ha gettato nello sgomento quanti lo conoscono e lo stimano. Il religioso si è dileguato dal grande complesso ospedaliero della periferia romana senza dire a nessuno dove fosse diretto né perché avesse deciso di andarsene. Le ricerche, intanto, si allargano a Ciampino, la cittadina alle porte della capitale dove Don Iosif risiede abitualmente e dove potrebbe aver fatto rientro.
A tenere accesa la speranza è il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV, che si è attivato immediatamente diffondendo la scheda del sacerdote. L’obiettivo è uno solo: moltiplicare gli occhi, allertare passanti, pendolari e viaggiatori, perché anche un dettaglio minimo può diventare la chiave per riportarlo a casa.
Per facilitare il riconoscimento sono stati resi noti i suoi tratti. Don Iosif è alto circa un metro e 75 centimetri, pesa 85 chili, ha occhi marroni e capelli castani leggermente brizzolati. Quando è stato visto l’ultima volta indossava un pantalone grigio, una camicia grigia da prete con il tipico colletto ecclesiastico e un paio di scarpe nere. Con sé aveva un borsello grigio in stoffa portato a tracolla, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per chi dovesse incrociarlo.
Ora è una corsa contro il tempo. Chiunque creda di averlo visto in una stazione, a una fermata dell’autobus o lungo le strade del circondario è pregato di non esitare un istante.
“Se doveste vederlo o se avete informazioni importanti – è l’appello dei volontari – contattate subito il NUE 112 oppure il numero 3881894493“. Un numero, una segnalazione, uno sguardo attento: potrebbero bastare a sciogliere il mistero e a restituire Don Iosif alla sua comunità.



