Tragedia in una cantina sociale, 23enne muore mentre pulisce le vasche del vino

A perdere la vita uno studente universitario a un passo dalla laurea, con ogni probabilità al lavoro come stagionale.

Chieti – C’è un futuro intero che si spezza all’alba, in un pugno di istanti, nel silenzio operoso di una cantina. Scerni, piccolo centro alle porte di Chieti, è rimasta sotto shock quando, nella prima mattinata di giovedì 15 ottobre, il cuore di un ragazzo di appena 23 anni si è fermato per sempre tra le vasche d’acciaio della cantina sociale San Panfilo. Un giovane con tutta la vita davanti, studente universitario a un passo dalla laurea, che quel lavoro aveva accettato per costruirsi un domani che non arriverà mai.

Il dramma si è consumato alle prime luci del giorno, in contrada Piano Scancello, dove il 23enne era impegnato nelle operazioni di pulizia delle vasche utilizzate per la lavorazione del vino. Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni, il giovane, con ogni probabilità assunto come stagionale, mentre lavorava a un macchinario sarebbe improvvisamente caduto, perdendo i sensi.

Una corsa disperata contro il tempo, non appena è scattato l’allarme. Sul posto si sono precipitati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Ma per il ragazzo, strappato alla vita nel pieno della sua giovinezza, non c’è stato nulla da fare: ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

La cantina sociale San Panfilo

Ora la parola passa agli inquirenti. Spettano ai carabinieri gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente, ancora tutta da chiarire. Sul luogo della tragedia è arrivato anche il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, accorso per stringersi attorno ai colleghi di lavoro e ai familiari del giovane, piegati da un dolore senza parole.

“Una notizia drammatica che ci lascia sgomenti e che colpisce profondamente l’intera comunità”, è il commento del presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna. “Questa ennesima tragedia sul lavoro richiama tutti – istituzioni, imprese e parti sociali – alla responsabilità di rafforzare ogni azione necessaria a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non possiamo rassegnarci a perdere vite umane mentre si lavora”.

Un’altra vita spezzata sul lavoro, l’ennesima di un bollettino che non smette di aggiornarsi. Stavolta a cadere è stato un ragazzo di 23 anni che sognava la laurea, in una mattina d’autunno che Scerni non dimenticherà.