Rapita a 16 anni, una foto a Milano riaccende la speranza: dov’è Rajmonda?

La donna, scomparsa da oltre vent’anni, è stata portata in Italia con l’inganno. La sorella, che non si è mai arresa, si è messa in viaggio per cercarla.

Milano – Ci sono assenze che non diventano mai silenzio. Da oltre vent’anni la famiglia Kotorri scruta i volti della folla, cercando in ogni passante un lineamento familiare, inseguendo il fantasma di una ragazzina partita adolescente e mai più tornata. Oggi una fotografia scattata per le strade di Milano ha riacceso una speranza che pareva spenta per sempre: quella donna sconosciuta potrebbe essere Rajmonda.

Rajmonda Kotorri aveva appena 16 anni quando sparì nel nulla. Era partita da Gramsh, in Albania, al seguito di un uomo che le aveva promesso matrimonio e un lavoro in Italia. I genitori si erano opposti a quelle nozze – la figlia era troppo giovane, poco più di una bambina – ma l’uomo, descritto dalla famiglia come un manipolatore, trovò comunque il modo di portarla via. Secondo i parenti, falsificò i documenti e le cambiò persino l’età pur di farla espatriare.

Da quel giorno, il buio. I primi tempi qualche telefonata strappata al silenzio, la voce di Rajmonda che parlava e piangeva. Poi più nulla: i contatti si interruppero del tutto. La famiglia non ha mai smesso di cercarla ed è convinta che la ragazza sia vittima di un rapimento, forse costretta a vivere sotto un’altra identità, con un nome diverso.

A riaprire la ferita è stata la trasmissione “Chi l’ha visto?”, che ha rilanciato l’appello dei familiari sulle reti nazionali. La svolta è arrivata quando un telespettatore ha risposto all’appello inviando una fotografia scattata a Milano: ritrae una donna che, a suo dire, somiglia in modo sorprendente alla giovane scomparsa. “Assomiglia tantissimo a nostra madre da giovane”, hanno detto le sorelle, riconoscendo in quel volto i tratti di casa.

Lo scatto inviato da un telespettatore a “Chi l’ha visto?“. Foto Instagram/Chi l’ha visto? – Rai Tre

Spinta dalla speranza, la sorella Laureta si è messa in viaggio verso Milano per cercare di persona la donna dello scatto, nel disperato tentativo di dare un volto e un indirizzo a un’ombra inseguita per decenni. Ma l’identità della sconosciuta resta, per ora, un mistero.

“Mi chiamo Laureta Kotorri. Da ventisei anni abbiamo perso i contatti con nostra sorella. Aveva 16 anni, era minorenne, piena di sogni. Conobbe un uomo, un manipolatore, che si presentò ai nostri genitori chiedendo di sposarla. Loro rifiutarono, era troppo giovane. Ma lui seppe come convincerla: la portò via, la fece partire per l’Italia contro la nostra volontà, falsificando i documenti e cambiandole l’età. Dopo la partenza l’abbiamo sentita poche volte: parlava e piangeva. Poi i contatti si sono interrotti del tutto. Sono passati gli anni e non è mai tornata”, racconta la sorella.

Oggi quella foto scattata tra le vie di Milano è l’unico, fragile filo che lega la famiglia Kotorri alla possibilità di un ritorno. Un filo sottile, al quale però nessuno, dopo tutti questi anni, è disposto a rinunciare.