Due banditi incappucciati lo hanno colpito ripetutamente alla testa e sono fuggiti con i gioielli. Fuori, l’arma puntata contro un passante.
Carrara – Doveva essere un sabato sera come tanti, di quelli che ad Avenza scorrono tranquilli tra le vetrine ancora accese dei negozi. Si è trasformato invece in un incubo lungo pochi, interminabili minuti. Erano circa le 19.30 del 10 ottobre quando due banditi incappucciati hanno fatto irruzione nella gioielleria Buoncristiani, in via Covetta, piombando come un’ombra nel cuore della frazione carrarese e seminando violenza e terrore.
A fare da esca, secondo il racconto della famiglia, sarebbe stata una donna dall’apparenza anziana, che ha suonato con naturalezza al campanello del negozio. Dietro di lei, acquattati nel buio, altri due individui con il volto coperto. Ad aprire la porta è stato il titolare, Giovanni Buoncristiani, 74 anni, in quel momento solo nell’attività. Un gesto di ordinaria cortesia che si è trasformato nell’inizio dell’agguato.
“Lo hanno preso a sprangate in testa. Papà non ha opposto resistenza”, ha raccontato la figlia Ilaria alle pagine de Il Tirreno. L’anziano gioielliere è stato colpito ripetutamente al capo senza alcuno scampo. Sulla natura dell’arma restano ancora dei dubbi: per alcune ricostruzioni si tratterebbe di una spranga, per altre di una pistola, forse la stessa usata per infrangere le vetrine interne. Ferito e sanguinante, l’uomo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso.
I rapinatori, intanto, hanno agito con fredda determinazione: hanno spaccato le vetrine interne, arraffato tutti i gioielli che sono riusciti a prendere e si sono dileguati. L’entità del bottino è ancora tutta da quantificare.
Ma la furia non si è fermata sulla soglia del negozio. Fuori, i malviventi hanno notato un uomo poco distante, con il telefono in mano. Forse temendo di essere ripresi durante la fuga, o che potesse allertare le forze dell’ordine, gli si sono avvicinati puntandogli l’arma addosso per intimidirlo. Poi la fuga definitiva, con la refurtiva stretta tra le mani.
A dare l’allarme, secondo quanto riferito dalla stessa famiglia, sarebbero stati gli abitanti dei palazzi circostanti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Carrara, ora al lavoro per ricostruire la dinamica attraverso le immagini delle telecamere della zona e dare finalmente un volto ai due responsabili.
Per la famiglia Buoncristiani è la prima volta. Ma la strada, denunciano, è ormai bersagliata: appena poche settimane fa un’altra rapina aveva colpito la tabaccheria di via Carlo Sforza, sempre ad Avenza. Un campanello d’allarme che getta un’ombra inquietante su una frazione dove, fino a ieri sera, la sicurezza sembrava un bene scontato.



