Giornata mondiale contro la pena di morte: l’impegno per la dignità

Dalla Costituzione italiana alla battaglia globale, il sottosegretario Sandra Savino ribadisce che la certezza della pena non può mai coincidere con la soppressione della vita.

Roma – Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte, una ricorrenza fondamentale per riaffermare la tutela dei diritti umani e il rifiuto di ogni forma di punizione inumana. L’iniziativa punta a sensibilizzare la comunità internazionale sulla necessità di superare la pena capitale in favore di sistemi giudiziari fondati sul rispetto della persona e sulla rieducazione.

In questa occasione, la sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sandra Savino, ha espresso una presa di posizione netta sul tema, ricordando che “nessuno Stato dovrebbe arrogarsi il diritto di togliere la vita a un essere umano, perché il rispetto della dignità della persona non può venir meno neppure di fronte ai reati più efferati”.

Nel suo intervento, la sottosegretaria ha evidenziato come la certezza della pena e la tutela delle vittime debbano rimanere doveri primari per ogni Stato, pur ribadendo che la giustizia non può mai identificarsi con la soppressione della vita. Un richiamo particolarmente severo è stato rivolto al fenomeno della spettacolarizzazione delle esecuzioni capitali, definita inaccettabile poiché trasforma la morte in un evento pubblico e la punizione in una forma di esibizione.

Ricordando il fermo divieto sancito dalla Costituzione italiana, Sandra Savino ha concluso sottolineando il costante impegno dell’Italia per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo, definendola una scelta di civiltà imprescindibile che il Paese continuerà a difendere.