I finanzieri hanno notificato l’atto di conclusione delle indagini. Nel mirino mazzette in contanti e appalti truccati per ben tre milioni.
Crotone – Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando provinciale stanno procedendo alla notifica di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica guidata d. Domenico Guarascio, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti, nella prospettiva accusatoria, responsabili di una serie indefinita di delitti di corruzione, previsti e puniti dagli artt. 318 e 321 c.p., posti in essere anche nella forma associata.
Le attività investigative – condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria sotto la costante opera di coordinamento dell’Ufficio di Procura – hanno consentito di far luce su alcuni presunti casi di malaffare connessi all’indizione ed alla gestione di diverse procedure volte alla fornitura di prodotti sanitari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, indette, dal 2019 al 2021, dalle principali strutture sanitarie provinciali.
Il complesso degli elementi raccolti ha evidenziato il coinvolgimento, nelle trame illecite ricostruite, di pubblici funzionari, al tempo in servizio all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti tutti a vario titolo implicati nelle dinamiche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione.
In tale contesto, in più occasioni sarebbe stata accertata l’anticipazione dei documenti, la condivisione di informazioni riservate concernenti le determinazioni delle stazioni appaltanti, nonché la materiale predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento diretto dei referenti delle imprese da avvantaggiare.
Sarebbero stati ricostruiti, altresì, accordi corruttivi che prevedevano l’elargizione di controprestazioni monetarie, determinate nel loro importo in misura percentuale rispetto al valore delle commesse e, in molti casi, mascherate da fittizie prestazioni di consulenza. Al riguardo, nel corso delle indagini sono state monitorate e documentate plurime dazioni di denaro contante, il cui ammontare complessivo, supera i 45mila euro.



